
m i l e s h e n d o n |
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l e v o s t r e s t o r i e |
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Una storia di: Tato |
La lezione è finita
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Wednesday, February 8th 2012 - 05:02:49 PM |
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Una storia di: Tato |
La Lezione, fase due
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Monday, February 6th 2012 - 05:08:06 PM |
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Una storia di: Mmmmmmmmmgh |
Era un’ afosa giornata d’agosto e mi ero dato appuntamento con due mie amiche di Liceo presso la casa di una di loro. Con loro avevo una grande confidenza, erano carine e spesso ci confessavamo i nostri sogni e fantasie erotiche. Mentre discutevamo del più e del meno, abbiamo fatto una scommessa, accordandoci che se l'avessi persa mi sarei fatto legare e sarei diventato loro schiavo per tre ore. Sfortuna volle che fossi io a perdere la scommessa e così mi preparai al supplizio. Mi tolsero la maglietta, le scarpe e i calzini. Loro insistettero che mi togliessi anche gli shorts. Dovetti farlo, ero loro schiavo da quel momento. Così rimasi in boxer. Subito mi cinsero una corda intorno al busto con le braccia dietro la schiena. A quanto pare erano già istruite nel fare nodi e come legare qualcuno. Poi mi hanno legato i gomiti, le mani, i piedi, le ginocchia con diversi giri di corda. Ero a terra legato come un salame con loro due in piedi davanti a me. Loro erano a piedi nudi, in mutande e reggiseno e farfugliavano tra di loro. Dato che le conoscevo e da parecchio tempo, sapevo che sarebbe finita lì e nn avrebbero esagerato, infatti continuavamo a scherzare…ma in realtà mi sbagliavo di grosso! Infatti cominciarono a deridermi, mi comandarono di leccare i loro piedi. Rifiutai ma mi minacciarono che mi avrebbero fatto fotografie e ricattato. Così cominciai a leccare i loro piedi. A dire il vero, non mi dipiaceva più di anto, ero amante dei piedi femminili e quindi lo feci senza protestare molto. Dovetti leccargli fra le dita e tutta la pianta del piede e annusarli. Erano sudati anche perchè fino a poco prima avevamo camminato per le strade del centro e faceva un caldo torrido. L'odore di piedi era fortissimo. Intanto continuavamo schernirmi. Leccai i loro piedi per circa mezz'ora, dopodichè mi fecero annusare i loro calzini sudati e mutandine del giorno prima. Il peggio non era ancora arrivato. Improvvisamente sentì che una di loro mi stava toccando i piedi mentre l'altra aveva preso un'altra corda. Unirono i miei piedi legati alla corda che mi teneva immobilizzate le spalle e poi unirono anche le mie mani ai piedi. Ero in un perfetto hogtied, con le gambe completamente piegate all’indietro e nessuna possibilità di muovermi. Subito dopo mi misero i loro calzini in bocca e me la tapparono con del nastro da pacchi nero, il tutto ricoperto con parecchi giri di benda bianca elastica aderente. A stento si sentivano i miei mugolii. Ero a terra, incaprettato e imbavagliato da due ragazze che ora erano di fronte a me con i loro piedi ad 1 cm dal mio viso. Cominciai a mugolare e a dimenarmi per slegarmi, ancora sconvolto per la velocità con cui mi avevano ridotto in quello stato. Ora ero imbarazzantissimo e mi vergognavo di essere in quella situazione, completamente sottomesso. Tuttavia ero eccitatissimo. Uno dei miei sogni erotici era proprio essere legato, imbavagliato a terra senza possibilità di muovermi… ma non da delle amiche. Ad un certo punto mi lasciarono da solo in quell'enorme salotto, a terra con i soli boxer addosso (ormai quasi bagnati) legato, imbavagliato e impacchettato. Cominciai a mugolare e a dimenarmi, ma mi avevano legato perfettamente, i nodi erano irraggiungibili e strettissimi. Mi muovevo solo di pochi centimetri. Non so per quanto tempo stetti in quella situazione, temo parecchio, dimenandomi e mugolando finchè ritornarono. Mi slegarono solo i gomiti e delle corde che mi immobilizzavano le gambe e mi lasciarono vicino una forbice con cui mi sarei dovuto arrangiare a slegarmi.
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Thursday, February 2nd 2012 - 05:35:49 PM |
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Una storia di: Roberto aka Bocca Tappata |
Scrivo volentieri,perchè finalmente riesco a postare qualcosa in un luogo dove per qualche anno,un pò di anni fa,scambiavo e scrivevo le mie idee.
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Wednesday, February 1st 2012 - 06:59:25 PM |
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Una storia di: legato |
avevo voglia di scrivere una storia, ma la mia naturale pigrizia prendeva sempre il sopravvento. All'improvviso mi si accende una lampadina. Vado nell'armadio prendo la chiave delle manette e la butto in un bicchiere pieno d'acqua che ripongo in freezer. Esco e vado a fare una passeggiata. Al mio ritorno tiro fuori il bicchiere dal frigo, rovisto nell'armadio e tiro fuori un ballgag me lo metto stringendo in maniera tale da consentirmi con la lingua di portarlo fuori dalla bocca poi prendo della corda e mi lego le caviglie infine prendo le manette e mi lego i polsi con le mani davanti. Ora sono pronto per scrivere tanto devo aspettare che il ghiaccio si sciolga....
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Sunday, January 22nd 2012 - 06:25:04 PM |
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Una storia di: Jonny Bondage |
Salve, il mio nome è Jonny, è la prima volta che scrivo le mie avventure bondage su questo sito, ho visto che è un sito serio e lo faccio.
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Wednesday, January 11th 2012 - 05:08:11 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
La peggiore prova per entrare nella congrega femminile di uno dei college americani più famosi era la Notte delle Campane. O almeno era quello che Margherita aveva sentito da Costanza, una ragazza conosciuta durante l'università, che aveva fatto un master in America. Le candidate, strappate una a una dai loro caldi lettini dei dormitori, venivano portate nella zona più malfamata della città. Una volta arrivate venivano denudate, imbavagliate e legate con delle manette. Venivano inoltre costrette ad indossare un collare, al quale era attaccato un piccolo campanellino. Il fine della prova era semplicissimo: tornare al campus.
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Monday, December 26th 2011 - 08:06:48 PM |
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Una storia di: bondage20100 |
...24 dicembre ore 23.30, Letizia malediva il suo essere perennemente in ritardo, mentre si infilava le autoreggenti e il corpetto, il tutto rigorosamente rosso.
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Friday, December 23rd 2011 - 06:41:57 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
Claudia si annoiava. La domenica era sempre una rottura; la città grigia, i postumi...Da un paio d'ore vagava su facebook. Non che le interessasse, ma aveva bisogno di arrivare ad un orario decente per potersene andare a letto. Vide connessa una sua amica e le scrisse. Quando mi annoio vado su chatroulette, una chat con tanto di video e audio, completamente casuale. Ti connetti e ti si apre una finestra qualsiasi, e dentro c'è di tutto, dalla gente che suona ai ragazzi che si masturbano. Ma non preoccuparti, puoi sempre cambiare finestra eh.
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Wednesday, December 21st 2011 - 06:47:45 PM |
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Una storia di: Mario |
"Quindi, fammi capire, cos'è che ti attrae esattamente di una donna legata?"
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Tuesday, December 20th 2011 - 04:36:44 PM |
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Una storia di: Amanda |
Trentacinque minuti dopo...
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Sunday, December 18th 2011 - 10:23:00 PM |
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Una storia di: Amanda |
"Ne sei assolutamente sicuro? Guarda che poi..."
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Friday, December 16th 2011 - 05:05:21 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
Dottoressa? Ho finalmente trovato quei file che cercava...ma cosa diavolo sta succedendo qui?!
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Wednesday, December 14th 2011 - 05:11:27 PM |
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Una storia di: Sabrina Venusiana |
Ora vi racconto invece la serata di oggi...dovevo pur vendicarmi della partita vista con il suo amico mentre io ero legata, imbavagliata e "farcita"...no?
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Tuesday, December 13th 2011 - 11:40:39 PM |
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Una storia di: Sabrina Venusiana |
Altra domenica pomeriggio di qualche domenica fa...
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Tuesday, December 13th 2011 - 10:42:46 PM |
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Una storia di: Sabrina |
Vado avanti con il racconto. Piccola precisazione: io e Romeo pratichiamo il bondag, ultimamente anche tecnico ma sempre dolce, senza violenza o umiliazione. Lo stesso vale anche per il travestimento, mi diverto a vestirlo da donna, a volte partecipa anche Stefania ma il rispetto non manca mai. Ci diverte il gioco, la situazione di complicità, violenza o umiliazione non fanno per noi.
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Friday, December 9th 2011 - 11:38:27 PM |
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Una storia di: Sabrina |
Ok, vediamo di andare avanti con il resoconto. Dopo lo shopping siamo andate a
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Friday, December 9th 2011 - 11:12:58 PM |
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Una storia di: Principiante |
"MMMMMMMpppppppppphhhhhhhhh"
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Thursday, December 8th 2011 - 06:43:41 PM |
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Una storia di: Sabrina |
Ciao cari, vi racconto una nostra nuova vicenda, fresca di poche settimane... Soprattutto in questa prima parte il bondage non è molto presente ma comunque volevo introdurre la vicenda.
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Thursday, December 8th 2011 - 12:15:29 AM |
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Una storia di: LucaBondage |
Ale vieni a vedere, un cliente!
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Tuesday, December 6th 2011 - 04:37:07 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
Vera sosrseggiava tranquilla il suo cocktails, godendosi la sua amica Martina che si allontanava con un ragazzo. Da un paio di mesi, infatti, avevano iniziato a dedicare i propri sabati sera a un'attività un po' particolare. Se qualcuno le avesse chiesto il motivo probabilmente avrebbe risposto che erano delle eroine, pronte a vendicare il sesso femminile dai vili comportamenti degli uomini.
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Tuesday, November 29th 2011 - 06:35:15 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
Per l'ennesima volta Ludovica aveva deciso di aiutare il suo amico Luca. Un paio di mesi prima gli aveva presentato una sua cara amica, Margherita, ed ora gli avrebbe dato pure una mano con le sue fantasie sessuali.
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Monday, November 21st 2011 - 05:35:04 PM |
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Una storia di: Sabrina Venusiana |
La vicenda risale a qualche mese fa...Spero vi piaccia!
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Sunday, November 20th 2011 - 12:48:48 PM |
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Una storia di: Sabrina Venusiana |
Ciao a tutti, è tanto che non scrivo su questo sito anche se ho sempre continuato a leggere le storie pubblicate. Io e Romeo (il mio compagno, per chi si ricorda i miei vecchi racconti)viviamo sempre insieme e continuiamo a praticare il bondage in maniera molto dolce anche se efficace. Negli anni abbiamo anche scoperto che a me piace vestire Romeo da donna e, fortunatamente, anche lui si diverte. Ultimamente poi abbiamo coinvolto nei nostri giochi anche Stafania, mia sorella. Quello che segue è proprio un'esperienza condivisa con lei, se vi piace il genere mi riprometto di raccontarmi ancora.
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Friday, November 18th 2011 - 12:14:11 AM |
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Una storia di: LucaBondage |
Che scherzo di merda. Un pomeriggio intero e 200 euro per cercare tutti gli accessori del suo vestito da strega, senza contare le due ore di macchina sola come un cane per arrivare in quella catapecchia fuori città, per poi non trovare nessuno. Certo, la location della festa era realmente inquietante, peccato che non ci fosse nessuna dannata festa!!
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Monday, November 14th 2011 - 08:07:33 PM |
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Una storia di: Mario |
Una semplice esperienza di vita. Qualcuno si annoierà probabilmente (una storia del genere l'avrete sentita milioni di volte) ma, questo, è un racconto che scrivo anche per me stesso, per rivere e non dimenticare un momento bellissimo che ho vissuto ben tredici anni fa.
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Friday, November 11th 2011 - 04:37:16 PM |
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Una storia di: Imbavagliato |
Tempo fa fui invitato da Marco un amico di vecchia data a passare una giornata da lui per raccontarci i bei tempi passati in gioventù; chiacchiera più chiacchiera meno si fa ora di cena e Marco mi chiede se volevo stare li a cenare io dissi che andava bene allora iniziammo a preparare ,poi Marco disse:”prepara la tavola mentre io vado in cantina a prendere da bere” , io preparai la tavola poi vedendo che Marco tardava a venire dalla cantina decisi di chiamarlo se aveva bisogno, non rispondendo andai verso la cantina scesi le scale ma appena arrivato infondo subito una mano con un panno mi tappò la bocca e il naso, mi dimenai ma il panno era imbevuto di etere e persi i sensi.
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Wednesday, November 9th 2011 - 09:49:00 PM |
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Una storia di: Mario |
Mi presento: mi chiamo Mario, ho quasi 31 anni e condivido con voi l'amore per il bondage. Ho scoperto questo sito da poco, navigando qua e là alla ricerca di un blog o di una pagina - in italiano - che trattasse questo tema, per leggere storie altrui, per confrontarmi con altri miei simili e, perchè no, per raccontare qualcosa anch'io. Non mi reputo esattamente un "esperto" ma in quasi 31 anni di vita qualche esperienza l'ho avuta e, bhè, per quanto riguarda i sogni, posso vantarne una discreta collezione.
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Monday, November 7th 2011 - 07:07:28 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
oh, avete già finito i vostri compiti? Bene, a cosa volete giocare bambini? Calcio, Monopoli o che altro? Guardie e ladri? Uhm, ok. Io faccio la ladra? No? Ah, sono la vittima. Ok, perfetto. Come funziona? Ah, dovete legarmi? Oddio, non so se sia il caso, forse un po' troppo realistico no? Ma siete sicuri che i vostri genitori vi permettano di fare questo gioco? Uhm, ok. Iniziamo allora!
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Monday, November 7th 2011 - 07:01:29 PM |
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Una storia di: Miles Hendon |
INCONVENIENTI DI UN AMORE SEGRETO seconda parte Restò via tutta la mattina e buona parte del pomeriggio. Nel frattempo io ricevetti una chiamata da mia madre che voleva, giustamente, sapere che fine avessi fatto: del resto la mia auto era ancora nel parcheggio di casa e di me non c’era traccia. Non poteva immaginare che fossi bloccata in una stanza a pochi metri da lei. Inventai una scusa, le dissi che comunque sarei tornata per cena e chiusi la comunicazione. Quella intrusione mi riportò di colpo alla realtà: ero chiusa a chiave dentro la camera da letto del mio vicino di casa, di cui ero follemente e segretamente innamorata persa. E mi ero fatta beccare come una scema, con addosso nient’altro se non una sua camicia e un indecente rossore di vergogna. Lui era andato al lavoro, e mi aveva lasciata lì, senza tv e senza niente da mangiare, rinchiusa in attesa forzata del suo verdetto. Dopo la telefonata e i primi colpi inferti dalla noia di quella prigionia, la fantasia mi scappò del tutto e in breve mi sentii una perfetta idiota. Una idiota in torto, torto marcio. Cosa aveva in mente di farmi, al suo ritorno? Non che fosse molto difficile immaginare i suoi piani intorno ad una ragazza languida e seminuda rinchiusa nella sua stanza da letto. E per dirla tutta nemmeno mi dispiaceva tanto fantasticare sui suoi progetti su di me. Ero tuttavia preda di un’inquietudine che di tanto in tanto virava all’ansia e… ma non potevo certo chiamare aiuto, tramite il cellulare, quand’anche avessi voluto. Come avrei spiegato la mia posizione? Era la prima volta che ero costretta a trascorrere così tanto tempo in una stanza chiusa a chiave, e benché confidassi d’essere liberata di lì a poche ore, quella inattività forzata mi riusciva intollerabile. * * * Tornò intorno alle quattro, e dopo qualche minuto in bagno, finalmente, si decise a venirmi ad aprire la porta. Riuscii a guardarlo in faccia solo per pochissimi secondi, poi dovetti distogliere lo sguardo. Impossibile comprendere il suo stato d’animo. Avevo torto, punto e basta. Che mi dicesse subito in che modo avrei potuto espiare e mi lasciasse andare. Non mi avrebbe rivista mai più, ero disposta a giurarlo. - Hai fame? – chiese. Feci sì con la testa. - Vuoi andartene? – chiese, ancora. Era una buona domanda. Non mi mossi, limitandomi a fissargli le scarpe. Sì che volevo andarmene, volevo andarmene e lasciarmi alle spalle quella colossale figura di merda, cazzo, mi ero fatta trovare in CASA SUA, tutta nuda, intenta a strusciarmi nel suo letto come una gatta in calore. E… quel che era peggio, non mi ero poi nemmeno presa la briga di cambiarmi: tenevo ancora addosso la sua camicia, i miei abiti erano sul pavimento, in un mucchietto. Dio, come avevo potuto essere così… così… - Vuoi andartene? – ripeté. Mi strinsi nelle spalle. Forse “sì” sarebbe stata la risposta giusta, in fondo ero stata punita abbastanza, avevo avuto tutta la mattina per riflettere sulla gravità delle mie azioni: violare di nascosto la sua intimità domestica, una cosa da pazzi. Ma andarmene e basta…? Finire in quel modo…? E in quale altro modo, allora? - Vuoi andartene sì o no? - Mi stai cacciando? – dissi alla fine, con un mezzo stupidissimo sorriso. Voleva essere una battuta, indubbiamente la più fiacca e insipida battuta senza senso di tutta la mia vita. - Ti ho solo fatto una domanda. Una domanda, per la precisione, che ti ho ripetuto tre volte. - Posso andarmene? – chiesi, tornando seria. - No che non puoi. Ma se VUOI… conosci la strada. Che discorso era? “Non puoi ma se vuoi…” - Io ti amo. – dissi. Non so perché, ad un tratto mi parve che quella dichiarazione avrebbe rimesso tutto a posto. Ed era strano, ma mi sentii salire un groppo in gola. Mi resi conto di non aver mai pronunciato quelle parole con tanta convinzione. Lui rise, ma non come se volesse deridermi. Sembrava la risata tenera di un adulto che avesse appena sentito una ingenua sciocchezza da parte di una bambina. - In piedi. Obbedì, mi alzai, continuai a guardare a terra. Lui mi prese per un braccio, con decisione ma senza farmi male, e con fermezza mi obbligò a girarmi contro il muro. Spinse con la mano tra le mie scapole fino a quando il mio corpo non aderì alla parete, la guancia contro l’intonaco freddo. Un secondo dopo le sue mani mi stavano passando su tutto il corpo. Non mi stava palpeggiando, sembrava mi stesse perquisendo! Era un contatto così impersonale da risultarmi quasi sgradevole e... Bé… QUASI, appunto. Mi passò le mani sulla gola, sulle spalle, le braccia, portandomele in alto e puntandole sul muro; poi scese lungo le braccia, palpò il petto, provai a staccare le braccia dal muro, me le rimise in posizione senza tanti complimenti, continuò la sua perquisizione, senza soffermarsi, decisi di lasciarlo fare, continuò… Infine mi prese i polsi e me li portò dietro la schiena. Seppi subito cosa stava per succedere, e il gelo del metallo confermò i miei sospetti. Un istante dopo ero ammanettata, ero in stato di arresto, con le chiappette all’aria e un ridicolo dolce languore nel ventre cui diedi il benvenuto chiudendo gli occhi, rapita. Lui mi girò come fossi stata una bambola di pezza. – Guardami. – Disse. Riuscii a guardarlo. Incatenata, chissà perché, riuscivo finalmente a fronteggiare il suo sguardo. Diomìo, non avevo mai desiderato così tanto qualcuno. Sperai che mi chiedesse di inginocchiarmi, l’avrei fatto, l’avrei fatto anche se non me l’avesse chiesto, ad un tratto era quello il mio posto e mi stava benissimo, avevo atteso tutta la giornata, forse tutta la vita quell’istante, trovarmi inerme ai suoi piedi, potergli dare piacere, e subirlo, subire il suo tocco, le sue mani grandi, il mio posto nel mondo… Invece mi baciò. Mi colse di sorpresa e dovette farsi spazio tra le labbra, ero incredula e felice, mi prese per i capelli, tirando, obbligandomi a rovesciare la testa indietro, schiacciandomi al muro, si insinuò dentro la bocca e a quel punto lo accolsi, lasciando che versasse dentro di me quel bacio profondo, il più profondo e più caldo dei baci che avessi mai ricevuto. Bevve da me, succhiò, mi fece sua con un bacio, e lo fece a lungo, prendendosi tutto il tempo del mondo. Mi sentii felice, pur inerme, e più femmina che mai. Fu l’ultima cosa dolce che fece. Mi portò a letto, mi costrinse a sedermi mentre ancora cercavo la sua bocca, stordita e felice. Uscì dalla stanza e rapidamente tornò con una lunga corda tra le mani. Provai paura, paura ed eccitazione insieme, paura ed eccitazione fecero un frontale dentro di me dandomi uno scossone di realtà. Provai a sottrarmi, ad un tratto intimorita dalla sua determinazione: ero una ragazza inerme, già ammanettata, e sembrava seriamente intenzionato a bloccarmi le braccia e chissà cos’altro! Provai a dire no, non volevo più, le manette bastavano, ma in tutta evidenza non bastavano a lui; legò le mie braccia al busto e non si curò di non stringere o stringere poco. Passò la corda sui seni, strizzando, poi sull’addome, in breve fui immobilizzata dalla vita in su, assolutamente scomoda, alla sua mercé. Mi girò ancora senza alcuno sforzo. Dissi no, ancora no, non volevo, ma stavo solo recitando un copione, in realtà lo volevo. Volevo lui, naturalmente, e a volevo ancora quei baci e pure le sue carezze rudi, ma non quella corda né sentirmi così impotente, così inerme, per quanto il desiderio di appartenergli mi divorasse. - Ti prego! – dissi, e mi venne fuori un tono fin troppo allarmato. Ero allarmata. Non potevo resistergli, tantomeno così legata. - No, piccola. – disse lui, ansimava. Mi teneva una mano sulla nuca, premendo la mia testa contro il letto. Udii il tintinnio della fibbia della sua cintura, scalciai ma senza troppa convinzione più per la consapevolezza della mia impotenza che per desiderio autentico, a quel punto. - Tutto quello che vuoi ma non così, ti prego… - piagnucolai; lacrime da coccodrillo sul latte versato. - Non sono stato io ad invitarti, bella… - fece lui, parlandomi all’orecchio, la voce bassa e fonda. - Non così, così non voglio non… - Devo tappartela, quella bocca bugiarda…? - mi chiese, parole calde nel mio orecchio rovente. - Dio, sì …. sì – dissi. E lui mi imbavagliò. * * * Non fu dolce, non si curò del mio piacere, in un primo momento piansi e tentai di dargli del bastardo attraverso lo spesso bavaglio, terrorizzata all’idea che i miei, a pochi metri oltre la parete, potessero sentirmi. Era come uno stupro e nello stesso tempo non era uno stupro. Ero sua, lo volevo ma… Puntò direttamente il mio ano, e cominciò a spingere deciso. Solo in seguito avrei riflettuto di aver ironizzato su quella eventualità giusto poche ore prima. Mi fece male, era la prima volta in vita mia che lo facevo in quel modo, che mi veniva fatto in quel modo, entrò dentro di me. D’un tratto fu dentro, mi abbandonai ad un grido roco che lui dovette ulteriormente contenere, premendo con la mano sul bavaglio di stoffa che mi riempiva la bocca. Piegata come un animale a novanta gradi sul bordo del suo letto, ero a quel punto assoggettata e dovetti smettere di opporre resistenza, mio malgrado. Mi feci forza, il dolore ad un certo punto stemperò in qualcosa che era esattamente a metà lungo la strada del piacere. Viscida di sudore, smisi di singhiozzare ma lui continuò a tenermi la bocca tappata con la mano malgrado il bavaglio e mi piaceva. Mi piaceva sentirlo dentro il mio corpo in quel modo, sentirlo impennarsi dentro di me e spingere ancora come un aratro nella terra, come volesse uscirmi dall’altra parte. Impalata dall’uomo dei miei sogni, aldilà di ogni mia romantica, sciocca, immatura, caramellosa fantasia. Venne in getti caldissimi che furono delizia autentica, un istante che avrei voluto durasse per sempre e mai più tornare ad un vita senza quel piacere, morire in quel momento non sarebbe stato come morire, le contrazioni del suo cazzo riverberavano lungo il mio corpo, strumento perfettamente accordato a lui, a quel punto e per sempre. Venni anch’io al più breve tocco della sua mano sulla mia passerina che era un lago molle e bollente, come tutto il resto di me. * * * Restò ansimante qualche minuto, io ancora tutta legata adagiata acconto a lui, scomodissima e felice. Dopo pochi minuti di silenzio, mi tolse il bavaglio e prima che io potessi proferire verbo mi baciò di nuovo. Mi piaceva, ma non ne potevo più di quelle corde e di quelle fottutissime manette. Provai a dirglielo, ma mi ignorò continuando a baciarmi la bocca con invitante avidità. Finalmente prese a trafficare coi nodi, mi liberò dalle corde ma mi lasciò le manette e il bavaglio fradicio attorno al collo. Aveva recuperato le forze, si distese, mi misi su di lui e mi impalai lentamente. Lasciai comunque che fosse lui a guidare il gioco, con le mani strette ai miei fianchi, andammo avanti così, piano. * * * - Me le togli, le manette? – domandai, per rompere il silenzio. Tenevo la testa sul suo petto. Lui mi stava accarezzando i capelli e la guancia, ma non parlava. - Dopo. – disse lui. - Sai cosa? – feci io - Non lo voglio sapere. Mi piace il silenzio, dopo… - Uff… perché non mi imbavagli di nuovo? – dissi io. Mi venne fuori un poco acida, c’erano mille cose che avrei voluto dirgli. - Sì – disse lui, cogliendo il sarcasmo. - Ho sognato questo giorno mille vo… - iniziai. Lui, con fermezza, mi premette la mano con cui mi stava accarezzando sulla bocca. Mugolai, stranamente deliziata, mi contorsi accanto a lui. Ero già pronta a rifarlo, se lui avesse voluto, e se avessi avuto le mani libere non avrei atteso il suo consenso. L’avrei mangiato seduta stante, di baci. Non mi sfuggì la sua erezione, dabbasso. * * * - Tanto per chiarire – disse lui – non ho l’abitudine di sodomizzare fanciulle indifese. - Ah, no? – dissi io. Ero raggiante, non riuscivo a smettere di sorridere. Non mi ero mai sentita così sexy come in quel momento. L’avevamo rifatto di nuovo, stavolta senza manette: fuori nel frattempo era calato il buio e avevo dovuto telefonare a casa e cacciare altre balle per giustificare la mia assenza. Spiegai che non sarei tornata per cena. Non era certo la prima volta che succedeva. - Pensavo che invece rapire fanciulle e scopartele fosse il tuo hobby - dissi. Era una spiritosaggine fiacca, volevo fare la brillante ma in realtà anche io trovavo inutili tutte quelle parole. - Che posso dire? Sono contenta di avere avuto l'esclusiva. - A dirla tutta non mi capita nemmeno tanto spesso di rientrare in casa e trovarci dentro una ficcanaso con addosso i miei vestiti. Una gran bella ficcanaso, oltretutto. Ma pur sempre ficcanaso. Immagino che tu mi debba delle spiegazioni, e anche convincenti. - Non so cosa dire… - tagliai corto io, del resto era vero. - Mi faccio una doccia – disse. - Vengo anche io! – proposi. - Come ti pare… ma bada, basta per oggi, sennò mi ricoverano. Farai la brava? - Se non ti fidi di me puoi sempre legarmi – dissi. Lui sorrise.
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Friday, November 4th 2011 - 09:06:59 PM |
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Una storia di: Miles Hendon |
INCONVENIENTI DI UN AMORE SEGRETO prima parte Intanto chiariamo una cosa! Che ci crediate o meno, non sono una guardona, ok? Non sono una impicciona, una di quelle vicine di casa che spiano le tue mosse e sanno tutto dei tuoi orari e delle persone che frequenti, quello che mangi, quando fai la spesa eccetera. Una che origlia le tue conversazione al telefono… niente del genere, insomma. Sono solo una… bé, una ragazza innamorata, ok? Sì lo so, è sciocco. A diciannove anni e con un aspetto decisamente presentabile potrei ambire a ben altro, ma non ho scelto io di prendermi una cotta per Lui, d’accordo? Il fatto è che Lui mi piace, mi piace davvero e nei pochi momenti che non trascorro a spiarlo non faccio che pensare a Lui. Quando è al lavoro, ad esempio. Gesù, odio quelle sue assenze prolungate. Spiarlo è stato l’inizio, e se mi fossi limitata a quello… Il problema fu che di lì a poco presi l’abitudine ad intrufolarmi in casa Sua quando Lui non c’era. * * * Mi ero liberata completamente dei miei pochi abiti, biancheria compresa, e nuda mi ero distesa sul suo lettone, come una gattina che fa le fusa. Il letto era ancora caldo del suo sonno, pieno del suo odore intensamente virile. Se non fossi stata così cotta di Lui forse avrei potuto concludere che le lenzuola andavano cambiate, ma quella mattina ero così presa dalla situazione da trovare adorabile il contatto intimissimo della mia pelle nuda con il suo lenzuolo non proprio freschissimo. Non era la prima volta che mi intrufolavo in casa sua: avevo già sbirciato persino nel suo guardaroba, ma era la prima volta che osavo spogliarmi e coricarmi nel suo letto disfatto. Avrei dato l’anima per potermi accoccolare contro la sua schiena, abbracciarlo nel sonno, carezzargli il petto… oh, Gesù. Lasciamo perdere, ok? Sulla sedia accanto al letto c’era la sua camicia, quella che aveva indossato il giorno prima, quella bianca. Poteva anche essere poco attento alle lenzuola, ma non metteva mai due giorni di seguito la stessa camicia. Io lo sapevo bene, visto che lo vedevo uscire di casa ogni santo giorno. La indossai, come in preda ad un febbre d’amore. Poi mi tirai su il piumone, strusciando il volto su sul cuscino. Mi accarezzai l’addome convincendomi che fosse la Sua mano a farlo… scesi sempre più giù, dove Lui mi avrebbe certamente accarezzata incapace di trattenere il desiderio. Mi immaginavo che mi abbracciasse da dietro, la mia schiena contro il suo petto, le sue braccia che mi circondavano tutta e mi tenevano stretta a Lui. Ed io, senza parlare, avrei strusciato delicatamente il mio sedere contro il suo inguine, come pregando senza parole. Ero preda di un’estasi erotica deliziosa. Ero in paradiso e miagolavo parole d’amore. Ma durò poco. Quando sentii aprirsi la porta d’ingresso, credetti di morire. * * * Ve la faccio breve, ho passato mesi a spiarlo. Fino a quando, un giorno, mi sono resa conto che con una banale acrobazia appena fuori dalla finestra della mia stanza in mansarda, e poi muovendomi a quattro zampe sul tetto, potevo facilmente intrufolarmi in casa sua. Ecco, l’ho detto. Messa in questi termini la cosa ha un che di criminale, lo confesso. Però è esattamente ciò che ho fatto. La prima volta ho raggiunto la sua finestra camminando gattoni sulle tegole, terrorizzata all’idea di scivolare e spiaccicarmi sul cortile. Avevo il cuore in gola. Ho dato una occhiata dentro casa di Lui. Lui in mansarda, tiene le sue tele, i suoi dipinti. Sapevo già che era un pittore a tempo perso, l’avevo visto spesso rientrare con tele più o meno grandi; in un’indimenticabile mattina d’estate me l’ero goduto per ORE mentre dipingeva all’aperto, con addosso solo i jeans e le spalle nude scurite al sole e… oh, lasciamo perdere, ok? Per poterlo osservare, quella volta, mi ero dovuta spostare nella stanza di mio fratello, al piano di sotto. La finestra di quello sfigato pornomane di mio fratello è orientata nel modo giusto si gode una buona vista del giardino accanto. Non so cosa avrei dato per essere io, il soggetto del suo quadro, e posare senza niente addosso. Invece Lui stava dipingendo quegli stupidissimi alberi e probabilmente ignorava del tutto la mia esistenza. Dopo la mia primissima acrobazia sul tetto, giurai a me stessa che non l’avrei fatto mai più. E invece due giorni dopo, appena Lui fu uscito, rifeci il numero di Catwoman e mi lasciai scivolare con cautela fin dentro il suo studio. Violazione di domicilio, bella e buona. C’era odore di solvente, un odore piacevole e caldo. Mi piaceva stare lì, in mezzo ai suoi dipinti. Il ragazzo aveva un debole per le belle donne coi seni al vento. E non solo. Entrare in casa sua divenne una abitudine, praticamente in rituale. Esplorai l’appartamento da cima a fondo, finii per aprire i suoi cassetti, per sbirciare nel suo frigo. Era tutto molto morboso, ma anche irresistibile. Cosa mi aspettavo? Il mio cuore batteva sempre più forte, un po’ per la tensione ma soprattutto per l’amore, immagino. Lo amavo. Più dettagli insignificanti scoprivo sulla Sua vita, più lo amavo, più desideravo saperne di più. Il suo computer non aveva nemmeno una password. * * * Lui era appena rientrato! Gesù, pensai, ora mi becca. Mi accucciai come sperassi di scomparire tra le pieghe del piumone, ma c’erano i miei stupidissimi vestiti sul pavimento della Sua stanza da letto. Cosa gli avrei detto, cosa mi sarei potuta inventare? Ero in un fottutissimo guaio! Magari aveva solo dimenticato le sigarette, che necessità avrebbe avuto di tornare in camera da letto? Dio, se così fosse stato, forse l’avrei fatta franca, sarebbe uscito senza accorgersi di me ed io me la sarei data a gambe e non sarei tornata mai più! Lo giuro! - Ma che cazzo! – esclamò Lui, sulla porta della camera da letto. Io avevo solo voglia di scoppiare in lacrime. Mi ero rifugiata sotto il Suo piumone, stupida come uno struzzo che nasconde la sua stupida testa e tiene all’aria il suo stupido grosso culo. Lo sentii avvicinarsi al letto. Provò a tirar via il piumone, e io, sempre più stupidamente, tentai di trattenerlo, di coprirmi il volto come se il problema fosse quello, quasi avessi tutto il diritto di star lì. Non volevo che mi guardasse in faccia e, quel che è peggio, se non ero completamente nuda era solo perché mi ero infilata dento la sua camicia del giorno prima. La Sua camicia, il Suo letto, Diomio! Come potevo essere stata così cretina? - Avanti! – disse Lui, spazientito, ma anche dolce, come parlasse ad una bambina che faceva i capricci per alzarsi. Mollai la presa e il piumone venne giù. Non riuscivo a guardarlo in faccia. Era il mio vicino di casa da quanto? Otto mesi e tredici giorni, ed era la prima volta che mi parlava. E guarda che razza di situazione, nuda nel suo letto, colta in flagrante nel bel mezzo di una maniacale violazione di domicilio, con intenzioni tutt’altro che caste. Scoppiai a piangere. Le lacrime sono una scappatoia perfetta, per noi signorine, specie quando sappiamo di essere in torto. Lui si limitò a dire Oh, Gesù! Cosa mi aspettavo? Che mi consolasse? Come avrei reagito, IO, se avessi sorpreso LUI dentro il mio letto, con addosso la mia biancheria? Pazza, pazza, stupida pazza. - Andiamo, smetti di piangere, sono in ritardo! – il suo tono di voce era dolce, quasi paterno. Lo trovai rassicurante. Sospirai senza riuscire a smettere di singhiozzare. Lui si sedette sul bordo del letto, dandomi dei delicati colpetti sulla spalla. - Su, su… è tutto a posto. – diceva. Tutto a posto? - Io… io… - provai a dire. C’era davvero qualcosa che avrei potuto dire, in quella situazione? Non so come, ma mi tirai su. Lui notò che avevo addosso la sua camicia, ma non parve prendersela a male. Mi guardava con compassione. Era la prima volta che Lo avevo così vicino. Era bellissimo, nella prima luce del mattino. Non resistetti. Mi avvicinai al suo volto, forse sperando di poter nascondere i miei occhi gonfi di lacrime nell’incavo del suo collo, o qualcosa del genere, suppongo. Avrei voluto che mi abbracciasse e mi ripetesse che andava tutto bene, che non l’avrebbe detto a mio padre eccetera. Che non era arrabbiato con me, e naturalmente gli avrei promesso di non farlo più. Mai mai più! Lui invece si ritrasse, poi si alzò. - Cosa dovrei fare, adesso, con te? Guardai in basso. Non lo sapevo. Ma meritavo qualcosa, di sicuro. E dal momento che non eravamo in uno di quegli stupidi filmetti porno che mio fratello scarica da Internet, non pensavo certo che se ne sarebbe uscito con la trovata di “punirmi” scopandomi il culetto o qualcosa del genere. Anche se, lo confesso, a quel punto sarei stata disposta a tutto pur di farmi perdonare, ma non avrei voluto che la prima volta tra me e Lui avesse un… retrogusto così squallido. O no? Ma che ne so, io! Ero confusa. Invece di parlare tiravo su col naso. Mi resi conto che gli avevo impiastricciato le maniche della camicia bianca, asciugandomi lacrime e, temo, un po’ di muco. Che disastro, dovevo essere proprio sexy, scarmigliata e moccicosa, come no. - Sei… sei arrabbiato? – dissi, sperando che il mio sguardo fosse del tipo occhioni disperati di damigella sospirante impossibile da non perdonare. Invece: - Certo che sì. – disse, ma a me non sembrava. – Ti sei intrufolata in casa mia, e non è nemmeno la prima volta. No, no… non negare, non provarci nemmeno. Ora ti ritrovo nel mio letto e… uh, non dico che la cosa mi dispiaccia del tutto ma… insomma, questa è casa mia, che problemi hai con le porte? - Non… - Zitta, per favore. Te l’ho detto, sono in ritardo, non posso star qui ad ascoltarti. - Giuro che non lo faccio più, io… - Sono troppo incazzato e DAVVERO TROPPO in ritardo per starti a sentire. Se non avessi scordato qua il portafoglio… ma lasciamo stare. Ne dobbiamo riparlare, ma intanto non posso permettere che la passi liscia anche stavolta. Mi sentii sprofondare. Cosa aveva in mente? - Se fossi un pezzo di merda ti sbatterei fuori casa a culetto nudo. Oppure ti trascinerei dai tuoi per un orecchio, invece sai cosa? - Co… cosa? - Ne riparliamo stasera. – disse. E detto questo Lui mi diede le spalle, ed uscii dalla stanza. E chiuse la porta della camera. Chiuse A CHIAVE la porta della camera, con due decise mandate. TLACK, TLACK! Il mio cuore si oscurò. Mi ci volle qualche secondo per realizzare che ero diventata una prigioniera. Era molto meno romantico di quanto avessi mai creduto. * * * Raramente chiudeva la finestra in mansarda. Non aveva paura dei ladri, forse perché in casa c’era davvero poco da rubare. Probabilmente lasciava aperto per via di quell’odore pungente di trementina. Sia come sia, quella finestrella mi divenne assai familiare nei giorni, e poi nelle settimane. Appena restavo sola in casa, salivo sul tetto di casa mia, passavo sul tetto di casa sua, poi mi calavo attraverso la finestra. Le mie permanenze duravano mezz’ora, qualche volta un ora. Tutto ciò che era suo aveva un buon sapore, ed era un sapore buono che potevo sentire persino per mezzo delle dita. Avevo fatto cose via via più morbose, cose di cui oggi mi vergogno, tipo usare il suo spazzolino, ad esempio. Oh, questo promettete di non dirglielo, ok? Mi piaceva fantasticare su una vita insieme, avrei voluto che tutta quella intimità non fosse semplicemente un furto. Avrei voluto essere Sua, dormire con Lui, svegliarmi accanto a Lui, infilarmi insieme a Lui in quella minuscola cabina doccia, e stare lì stretta stretta con Lui, sotto l’acqua calda e in preda ai suoi baci. Erano sempre deliziosi, quei baci. Mi baciava profondamente, succhiando e bevendo da me, assaporandomi con voluttà. E io mi abbandonavo sempre, una bambola priva di forze, inerme, arresa tra le sue braccia. Vinta da Lui. Per sempre. E per sempre Sua. Avevo letto le cose che scriveva, avevo trovato alcuni suoi disegni che teneva in una cartellina nel suo studio. Disegni pieni di donne sensuali, a volte gaudenti, altre volte legate, incatenate, zittite da bavagli strettissimi, ma sempre sensuali, donne in preda ad un estasi erotica, come se il loro piacere nascesse dalla costrizione di quei legami. Mi piaceva immaginarLo mentre disponeva le corde su quei corpi burrosi e pieni, sui seni, modulando il chiaroscuro in modo da evidenziare le corde che penetravano nelle carni dolci di quelle tenere vittime. Più volte, nella penombra della mia camera, ero tornata col pensiero a quelle illustrazioni, pensando a me come alla Sua modella ideale. Lui mi legava e mi chiedeva di posare ma poi non riusciva mai a portare a termine alcuno dei suoi disegni, non potendo resistere al fascino del mio corpo avvinto. E mi prendeva con dolcezza e determinazione, slegandomi dalle corde per poi incatenarmi tra le sue braccia. Quelle illustrazioni furono come un colpo di grazia, la mia passione per Lui crebbe a dismisura. Se Lui sognava di amare attraverso il gioco della prigionia, io sarei stata la Sua prigioniera. Un secondo prima dell’orgasmo che mi procuravo da sola, nottetempo, nella mia stanza, immaginavo che gli avrei concesso tutto, gli avrei concesso di abusare di me e di affermare il suo possesso del mio corpo persino attraverso la crudeltà della frusta, se Lui avesse voluto. Scossa dagli spasmi del piacere, dovevo tapparmi la bocca con la mano perché in casa non mi udissero gemere, e poi mi addormentavo sognando le sue spalle, l’immensità della sua schiena, il conforto del suo petto e l’amore delle sue mani di artista. * * * Quando se ne fu andato, quella mattina, vissi alcuni minuti di autentico panico. Mi aveva rinchiusa nella sua camera da letto. Non si era preso nemmeno la briga di portarsi via il mio cellulare. Dapprima, quella del cellulare, fu una scoperta che feci con un vago senso di trionfo; ben presto mi resi conto che non potevo chiamare nessuno, proprio nessuno. Avrei intanto dovuto spiegare com’ero finita lì, e per quante balle avessi potuto inventare, sarebbero state balle dalle gambe assai corte. Prima o poi Lui sarebbe tornato. E non mi aveva forse rivelato di essere al corrente della frequenza delle mie visite? Per quel che ne sapevo poteva avere piazzato telecamere qua e là, dopo aver maturato i primi sospetti. Mi sentii morire, un’altra volta. In secondo luogo, quand’anche avessi chiamato aiuto, chiunque fosse accorso avrebbe potuto fare ben poco. Se prima di andar via Lui aveva chiuso la finestra su in mansarda, allora ogni via d’accesso era stata irrimediabilmente preclusa. No, potevo solo rassegnarmi e dispormi all’attesa, non che mi dispiacesse, e giunsi a questa conclusione con colpevole consapevolezza. In fondo me l’ero cercata. A che ora sarebbe tornato dal lavoro? Dovevo inventarmi una scusa, qualcosa da dire a mia madre o a mio padre, quando avessero telefonato per sapere dov’ero. E siccome la mia attività di spiona mi aveva istruito su quanto fossero sottili quelle pareti, tolsi la suoneria lasciando la vibrazione, perché non sentissero squillare il mio telefono praticamente della casa accanto, appena oltre la parete. Che situazione! E sopra a tutti i miei dubbi, mi domandavo quali progetti avesse, Lui, su di me. Cosa mi avrebbe fatto quanto fosse tornato? La domanda mi scatenava del ventre emozioni contrastanti: una dolce paura, come prima del decollo di un viaggio a lungo atteso. Mi avrebbe punita, sì. Oh, agognavo quella punizione. E non poterla immaginare ma la faceva temere, temere e desiderare nel contempo con crescente avidità. Mi accoccolai dentro la sua ampia, profumata camicia candita. Mi tirai su la il piumone, come prima che Lui tornasse scoprendomi. E sorridendo, mi accucciai tremante d’aspettativa dentro il tepore del suo letto. E se prima di andar via, invece di limitarsi a rinchiudermi, mi avesse anche legata…. Oh, ma cosa andavo a pensare?
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Tuesday, November 1st 2011 - 12:53:08 PM |
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Una storia di: Ancora io |
Non distante da noi alcuni delfini si rincorrono veloci. Cerchiamo di avvicinarci con cautela, ma la manovra non riesce. I delfini si immergono e spariscono nel blu. Il ritorno sulla barca prevede una giornata di navigazione. Sono di turno alle manovre Michele e Mari. Maia si dedicherà alla cambusa, Sergio si occupa di Giovi, io mi occupo di Serena. Infatti la mia richiesta di bondage, a seguito della mia offerta di timonare in condizioni difficili, risulta gradita. La costringo alla porta della cala vele sulla croce di S. Andrea. Le braccia allargate, bloccate ai polsi da due anelli in ferro, ai gomiti con una gomena. Le caviglie fissate ai bracci inferiori della croce, una cima in vita, una cima al seno per evidenziarlo, un’altra cima con alcuni nodi in posizione strategica. Non voglio imbavagliarla, magari ci scappa qualche bacetto. Al suo rifiuto, gentile ma deciso, la imbavaglio e con un foulard le copro gli occhi. La fotografo, la riprendo con la cinepresa. Chiamo Sergio e lo prego di legarmi all’albero di mezzana sottocoperta, rivolto verso Serena per poterla contemplare. Le braccia fissate ad un anello in alto, le caviglie con una cima strette fra loro e, tramite una cima alzate verso il soffitto. Una cima blocca il mio corpo al palo di mezzana. Vengo imbavagliato e abbandonato. Il mio sguardo corre sul corpo di Serena vincolata alla croce, Serena che si divincola nel vano tentativo di liberarsi, maggiormente eccitandomi. Poi , all’improvviso, compare Maia, mani ammanettate dietro la schiena, una corta catena le imbriglia le caviglie, bendata e imbavagliata, trascinata con una corda che le cinge il collo. Sergio apre la porta della cala vele e la incatena, distesa per terra. Per lungo tempo restiamo cosi: Maia a terra, io al palo, Serena sulla croce. Ad ogni ondeggiamento della barca la porta della cala vele si apre e si chiude. Vedo Serena di fianco e di fronte mentre finge sofferenza e desiderio di libertà. Maia ha dunque finito di cucinare e come premio viene immobilizzata. Ma allora chi potrà riuscire a mangiare? Ci pensa Sergio, iniziando a imboccare tutti noi, dopo aver tolti i bavagli a tutti. È una nuova sensazione, mai provata prima, quella di mangiare imboccati e legati. Solo Michele e Mari sono seduti a tavola, dopo aver innestato il sistema automatico di guida. Non appena rifocillati veniamo nuovamente imbavagliati e i nostri legami vengono controllati per accertare che non ci sia alcuna possibilità di fuga. Si prospetta una notte intera senza speranza di libertà. Siamo tutti rassegnati ed impazienti. Solo Giovi viene slegata dall’albero per venire immobilizzata su una brandina. La braccia larghe, fissate a 2 anelli, le caviglie strette e sospese a 45 gradi, una cima le stringe le gambe sopra e sotto le ginocchia, un’altra dalla vita scende e risale attraversando l’inguine mentre Sergio azzarda carezze sempre più intime. Per evitare la nostra curiosità, ci benda tutti, dopo aver rispediti Michele e Mari a governare la barca. Nel silenzio e nel buio, sentiamo solo più i sospiri di Giovi. Il mio desiderio cresce con l’aumentare dei sospiri. Mi agito, faccio il segno concordato per la fine della sessione di bondage- Sergio se ne accorge e mi consente di spiegare. Chiedo di poter essere legato sopra coperta per osservare le stelle. Vengo accontentato. Mi libera, mi lega le mani dietro la schiena, i gomiti accostati. Poi mi spinge su per la scaletta e mi fa stendere sulla coperta fra l’albero di maestra e l’albero di mezzana. Mi blocca le braccia a croce su un mezzo marinaio, mi lega caviglie, ginocchia e cosce. Poi con una cima tesa fra le mie caviglie e l’albero di mezzana ed una cima fra il mezzo marinaio e l’albero di maestra, esercita una decisa trazione bloccandomi quasi immobile e in leggera tensione. Finalmente davanti ai miei occhi si stende tutto il cielo stellato. La luna sorgerà solo tra alcune ore. Nel buio assoluto, lontano da luci cittadine, posso osservare un’infinità di stelle. Sulla mia destra, volgendo il capo indietro un poco, individuo la stella polare. In una linea quasi retta verso ovest individuo Mizar, la stella compagna di Alcor, nel timone dell’orsa maggiore, più a destra la Chioma d Berenice, poi le brillanti Spica e Vesta nella costellazione della Vergine, più a sinistra la Corona Boreale e Ofiuco. Ripenso ai nocchieri di una volta cui il cielo era unico riferimento per trovare la giusta rotta. Per me, uomo moderno dotato di GPS, è uno spettacolo gratuito. Nell’idea dell’immensità del cielo mi perdo. La nostra galassia, migliaia di galassie nel nostro ammasso, migliaia di ammassi di galassie. A che scopo tutta questa immensità? Intanto io, minuscolo uomo, legato sul ponte di una barca, in mezzo al mare, microscopica goccia d’acqua nell’universo, io godo dello spettacolo e della situazione. Rilassato, soddisfatto, carezzato dalla fresca brezza notturna, blandito dallo stormire del vento sulle vele, dallo sciabordio dell’acqua sull’opera morta, cullato dalle onde…mi addormento. (il racconto continua).
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Tuesday, November 1st 2011 - 12:52:23 AM |
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Una storia di: LucaBondage |
Luca non era partito con Margherita e le sue amiche per il ponte dei morti, Lunedì doveva lavorare. Ma aveva deciso di godersi le vacanze comunque, in un modo o nell'altro. Molti se ne sarebbero stati sul divano a guardare la televisione, ma lui aveva ben altri programmi.
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Monday, October 31st 2011 - 10:14:54 PM |
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Una storia di: Aldo |
Mentre entro nella bottega di un salumiere, in una zona sconosciuta di Bari, noto che il giovane salumiere, biondo e alto, con gli occhi blu, muscoli in evidenza sotto la t shirt, ha un'aria sinistra. Ordino un etto e mezzo di prosciutto crudo. Mentre pago alla cassa, una mano mi tappa la bocca da dietro: scoprirò più tardi che è il fratello gemello del salumiere, perfettamente uguale. Mi portano in uno stanzino con poca luce; mi legano e imbavagliano su un divano un po' polveroso. La sorpresa: di fronte a me, su un altro divano, altri due giovani imbavagliati e legati con nastro adesivo nero, che come per me chiude una bandana infilata nel palato. Nel ripostiglio-cantina fa un po' freddo. All'inizio la cosa non mi disturba; essendo estate, il fresco fa comodo. Anche se è strano avere ristoro in una situazione tanto assurda. Tra l'altro, siamo tutti e tre legati con t shirt, pantaloni corti (uno ha i bemuda) e sandali di cuoio aperti (coincidenza). I gemelli mi dicono che se voglio essere liberato devo dirlo subito e mi lasceranno andare via con tante scuse. In caso contrario, devo accettare di rimanere in cantina tre giorni. Il tutto fa parte di un esperimento. Gli altri due giovani hanno accettato: si tratta di rimanere legati e imbavagliati, tranne quando si va in bagno o si è sfamati, per tre giorni di fila. Durante questa permanenza, verremo fatti cibare di prelibatezze regionali pugliesi, riguardo i salami, i formaggi, le mozzarelle e quant'altro. L'esperimento è condotto con un laboratorio clandestino di medicina, che prepara cure omeopatiche. Ai salumi, ai formaggi, ci verranno dati in alternativa preparati omeopatici che ci eviteranno di ingrassare. Al termine del soggiorno obbligato, verremo pesati e, se non saremo ingrassati di più di tre kg, la cura omeopatica avrà fatto effetto. Compenso: duemila euro al giorno, per un totale di 6000. Prendere o lasciare. Ci stai? mi dicono all'unisono i gemelli. Se ti va bene, mugola "sì" nel bavaglio. Sorpreso, incuriosito, allettato dall'offerta, faccio sì. Affermazione che viene trasformata in MMMphhhf. Tre giorni da favola: cibato, coccolato, con altri ragazzi catturati mentre gli altri venivano mandati via (stavano da più tempo) con qualche imbarazzo mentre, io, con le mutande abbassate, sedevo sul water closet per defecare, mentre i gemelli assistevano impassibili. Alla fine del soggiorno , pesato, non ero ingrassato che di due kg. Ricompensato di 6.ooo euro tondi tondi. Mi pago così una vacanza a Vienna e mando una cartolina ai due gemelli, con su scritto: MMMMMhhhhhppphhhh(grazie!)
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Monday, October 31st 2011 - 11:39:15 AM |
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Una storia di: Imbavagliato |
Questa è una storia inventata:
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Thursday, October 27th 2011 - 09:43:19 PM |
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Una storia di: Ancora io |
Il giorno dopo la nostra navigazione riprende tranquilla, mentre lenzuola, coperte e vestiti bagnati vengono esposti al sole. Ho finito il mio turno al timone e sono su una cuccetta a riposarmi. Un’ abbondante colazione a base di tortine di marmellata e nutella mi ristora delle energie spese. La mente ed il fisico sono pronti per un’altra seduta di bondage. Michele si dichiara disponibile ad una seduta molto particolare. Serena mi assicura sulla sua perizia in materia e mi tranquillizza. Ok. Proviamo. La proposta è di lasciare la barca ferma, vele ammainate, ancora volante, per poter utilizzare drizze e scotte in modo non proprio ortodosso. Insieme a me Mari si offre. Ci svestiamo e siamo a disposizione. A Mari vengono legate le mani dietro la schiena mentre una cima che la cinge in vita funge anche da imbracatura. Le mani vengono bloccate al corpo da un’altra cima, le caviglie bloccate ed avvicinate alle mani in un hogtied non estremo, ma intrigante. La drizza della randa viene agganciata con un moschettone all’imbracatura e Mari viene sollevata due metri sopra il boma, una cima agganciata al patarazzo la tiene lontana dall’albero per impedirle di sbatterci contro. L’ondeggiare leggero della barca la fa dondolare da babordo a tribordo, mentre lei si dimostra tranquilla, anzi soddisfatta. Ora tocca a me. Vengo fatto coricare sul ponte. Mi vendono legate le caviglie, le ginocchia, le cosce. Una Cima mi stringe la vita e un’altra mi porta le caviglie indietro, verso la cima in vita in un hogtied estremo. Le braccia vengono fissate ad un robusto mezzo marinaio, allargate a croce. Un ball-gag mi costringe al silenzio,una benda sugli occhi mi rende cieco. Mi sento sollevare, agganciato al mezzo marinaio. Come crocifisso ma con il corpo raccolto all’indietro. Dondolo con la barca. I miei sensi sono tesi, sento il profumo del mare, lo sciabordio dell’acqua sulle fiancate della barca, i commenti dei compagni di viaggio. La sensazione è strana, nuova, un poco scomoda, ma molto intrigante. Il sole mi riscalda ma le creme solari mi proteggono dalle ustioni. Avverto come uno spostamento laterale, una rotazione. Mi sembra di essere appeso al boma. Ma allora ora sono fuori bordo, sull’acqua. Ecco, sto scendendo e l’acqua è vicinissima, ne avverto la frescura. Vengo immerso fino al collo per pochi secondi e poi risollevato. Una nuova rotazione mi riporta sul ponte. Vengo sganciato dal boma e riagganciato e sollevato, questa volta su, sempre più su. Le oscillazioni sono molto accentuate. Mi immagino all’altezza almeno delle prime crocette. Solo, stagliato contro il cielo, spettacolo per i miei compagni spettatori. Nuove sensazioni. Il tempo passa. Le membra mi si intorpidiscono. Comincio a sentire la pesantezza della situazione, quando, all’improvviso, mi sento carezzare. Carezze leggere di una mano certamente delicata e femminile. Ogni disagio svanisce. Le mani mi carezzano sul collo e, lentamente, scorrendo verso la cervice, mi liberano della benda. Il blu del mare sotto di me, la barca, splendida dall’alto, meravigliosa Serena issata con l’imbracatura di fronte a me, un bikini rosso fuoco. Sono certamente più vicino al paradiso che in qualsiasi altro momento della mia vita di bondage. Una imbarcazione compare all’orizzonte, procede nella nostra direzione. Rapidamente le cime vengono lascate, vengo depositato sul ponte e poi portato sottocoperta. Sistemato su una brandina, liberato dall’ hogtied, legato braccia e gambe aperte, supino e nuovamente occhi bendati. Maia mi si avvicina e mi accarezza. Non posso chiederle carezze più intime, impedito dal bavaglio, cerco di farmi capire. Forse si diverte a torturarmi un poco, forse non capisce. La posizione è comunque comoda, sono stanco e, rilassato, mi addormento. Al risveglio mi ritrovo libero. Nessun componente dell’equipaggio sottocoperta. Salgo sul ponte. Giovi è legata all’albero di mezzana, le braccia dietro l’albero, le caviglie fissate alla base da una cima, una scotta in vita. I capelli neri le scendono sulle spalle nascondendo parzialmente il seno prosperoso. La barca è immobile in un mare calmo, la superficie dell’acqua piatta come uno specchio, gli altri componenti dell’equipaggio nuotano tranquilli nel blu increspando leggermente la superficie del mare. Mi tuffo. Il contatto con l’acqua risulta estremamente piacevole. Dopo due capovolte per sprofondare qualche metro sotto la superficie, riemergo, non riuscendo a distogliere lo sguardo dallo spettacolo offerto da Giovi, vittima sacrificale vincolata, rassegnata. (il racconto continua).
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Thursday, October 27th 2011 - 12:01:15 AM |
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Una storia di: Imbavagliato |
Salve volevo scrivere qualche mie esperienze di selfbondage,quando l’ho scoperto avrò avuto 13/14 anni,nella mia camera da letto;subito avevo iniziato ad imbavagliarmi con un fazzoletto tra i denti e legato dietro alla nuca;poi col tempo ho preso un po’ più esperienza quindi iniziavo anche a legarmi le caviglie con la cintura del pantaloni; e ad incaprettarmi con la cintura dell’accappatoio; ho cambiato anche il modo di imbavagliarmi mi mettevo o un calzettino di spugna in bocca o dei fazzoletti poi con una bandana me la passavo tra i denti così non potevano uscire quindi me ne mettevo un’altra sopra,a volte facevo finta che fossi stato rapito e mi legavo al letto con un altro fazzoletto che mi passava dal collo alla spalliera; comunque anche adesso quando son solo faccio queste cose; una volta iniziato si fa fatica a togliersi certe abitudini, non siete d’accordo?
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Wednesday, October 26th 2011 - 09:00:28 AM |
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Una storia di: Simona |
Era tardi, l'ora di andarmene a dormire. L'indomani avrei avuto una giornataccia di lavoro. Infilai il pigiama (pigiama poi...una maglietta a maniche lunghe e un paio di pantaloni di una tuta) e le pantofole, andai in bagno a lavarmi i denti. Rimasi qualche minuto di più davanti allo specchio, accarezzandomi i capelli prima di struccarmi. Neanche il tempo di piegarmi a prendere le salviette nel mobiletto sotto il lavandino che, non appena alzata, una mano mi tappò la bocca, premendo forte. Lo vidi riflesso nello specchio. Aveva il viso coperto da un passamontagna. Sgranai gli occhi terrorizzata. Iniziai ad emettere timidi mugolii che a fatica uscivano dalla mano di quell'uomo. Avvicinò la bocca al mio orecchio.
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Wednesday, October 26th 2011 - 12:38:12 AM |
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Una storia di: LucaBondage |
Margherita fumava, seduta nuda sulla sedia. Guardava soddisfatta il corpo di Luca sdraiato sul letto, nudo e avvolto dalle corde. Aveva fatto proprio un bel lavoro. L'aveva legato sdraiato a pancia in su, con i polsi paralleli dietro la schiena e le dita rese inutili dal nastro adesivo argentato. Le braccia, con i gomiti legati, erano fissate al busto con corde all'altezza dei capezzoli e della vita, mentre le gambe erano legate sopra e sotto le ginocchia e alle caviglie. Una maschera in Lycra gli copriva interamente la testa, lasciando liberi solo i fori del naso e la bocca, tappata con una grande ballgag rossa. Il pene, ancora in erezione, era legato alla base e ai testicoli. Per finire aveva assicurato il corpo al letto all'altezza di caviglie, ginocchia, vita, spalle e collo. Senza il suo aiuto non sarebbe andato lontano. Ottimo...
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Monday, October 24th 2011 - 06:49:26 PM |
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Una storia di: Barbara |
Ho appena letto il commento di ropelover e mi è piaciuto. Ha ragione. A me, per esempio, piacerebbe leggere anche le vostre storie, quelle vere, di quando avete scoperto il bondage, di come vi siete fatti coinvolgere, di come la cosa si è evoluta nei rapporti che avete instaurato con altre persone nella vostra vita.
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Monday, October 24th 2011 - 05:04:36 PM |
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Una storia di: Ancora io |
Sono passati alcuni mesi dalla mia ultima seduta di bondage. Nel frattempo, fra alti e bassi, un poco da solo ed un poco con la collaborazione di mia moglie ho goduta una serie di self ed alcuni bondage in collaborazione. Ma ora mi si presenta un’occasione molto particolare. Veniamo invitati, io e Maia da Serena ad una gita in barca a vela. Sono un entusiasta del mare; su una barca a vela puoi veramente gustare la sfida del vento, lontano dai rumori e dai motori, di giorno alla luce del sole e di notte sotto uno splendido cielo stellato. Se poi l’invito viene porto da una patita di bondage, la fantasia corre. Omero racconta Ulisse legato all’albero maestro per non cedere alle lusinghe delle sirene, io fantastico legami simili o genialmente inventati da Serena. Nel porto di Sanremo, sulla tolda di uno splendido Ketch, Serena ci accoglie e ci presenta agli altri ospiti. Giovi, splendida ragazza dai capelli corvini e lunghissimi; Sergio, il marito, alto e abbronzato, sul braccio destro un’ancora tatuata; Michele e la sua ragazza Mari, una coppia all’apparenza un po’ schiva, ma che si rivelerà veramente simpatica e soprattutto collaborativa. Se la barca all’esterno si presenta con un’armatura curata e perfetta, sottocoperta è del tutto particolare. L’unico locale “normale” è la cambusa, le altre tre salette, pur sembrando ad un primo esame normalissime, hanno cuccette particolari e tanti anelli e ganci sulle pareti. L’albero di mezzana, una volta attraversata la tolda, si presenta con vari anelli. L’accesso alla cala vele è consentito da una porta sulla quale è fissata una croce di S. Andrea. A poppa, sotto la coperta, un locale attraversato da un trave orizzontale ed una serie di catene. Dopo aver illustrato le particolari caratteristiche di “La Veneziana”, Serena detta le regole per la regata. La meta sono le Baleari, l’equipaggio siamo noi. Considerato che due persone sono abbondantemente sufficienti a condurre un a barca completa di autopilota e di tutti i supporti per una tranquilla navigazione,tutti gli altri si dedicheranno, nel frattempo, ad attività ludiche. Lo scopo della navigazione è il gusto per il mare ed il gusto per il bondage. Le regole sono quelle di Villa Serena, della quale tutti noi, almeno una volta siamo stati ospiti. Allora, andiamo a far cambusa per una settimana in mare senza rientro e poi….si parte. Si stabiliscono i turni al timone e alle vele, i turni della cambusa, i turni del bondage, anche se quest’ultimo è libero e non vincolante. Maia e Sergio sono i primi due conduttori. Mi offro a Serena per una prima sessione di bondage. Sono impaziente e voglioso. Mi accompagna nel locale a poppa sotto coperta, mi invita ad indossare il solo costume da bagno e inizia a legarmi. Disteso sul trave, con le braccia vincolate a due anelli sul fianco del trave, le caviglie bloccate da due cinghie, una cima mi costringe la vita al trave. Mentre mi diletto della mia immobilità, arriva Giovi che finge interesse a carezzarmi, ma inaspettatamente mi infila in bocca un foulard, poi me lo blocca con del nastro e mi copre gli occhi con una mascherina cieca. Sono immobile, muto e cieco. Avverto il rollio della barca ed attendo le attenzioni di Serena e Giovi. Ma loro sono affaccendate a far qualcosa che non percepisco. Dopo un lasso di tempo indefinito, mi viene tolta la mascherina. Giovi, in un entusiasmante bikini nero, è incatenata alla murata a braccia e gambe larghe mentre Sergio, che ha lasciato il timone a Serena, la accarezza languidamente. Io fremo, immobile, mentre il desiderio di ricevere carezze femminili mi conturba e questa sensazione mi fa contemporaneamente soffrire e godere. Sensazioni di languore che mi pervadono mentre il tempo scorre, inavvertito. Ad un certo punto il rollio aumenta, annunciando un possibile fortunale. Serena affida il timone a Michele e viene da Sergio e me a chieder collaborazione sul ponte per terzarolare. Mentre mi slega cerco di approfittare della situazione per blandamente ricattarla chiedendole, in cambio dell’aiuto, di essere una volta lei mia “prigioniera”- Nulla promette, ma nulla esclude. Abbandoniamo una Giovi consenziente nei suoi vincoli e corriamo sul ponte. Onde alte e schiumose si abbattono lungo le murate, mente la Veneziana si inclina pericolosamente sotto vento. Abbattiamo la vela Marconi sull’albero di mezzana e ci apprestiamo a terzarolare la vela aurica dell’albero di maestra. Poi disarmiamo due dei tre fiocchi. La barca acquisisce un’andatura normale ed affronta le onde con buona sicurezza. Mi metto al timone e la conduco con sufficiente perizia. Orzo mentre altri cazza le vele. Mi piace affrontare il vento, sentirlo fischiare in fronte, dominare la barca che scavalca le onde ruggenti. Una soddisfazione che nulla ha da invidiare al bondage. La situazione si presenta davvero intrigante. Il vento, ruotato a maestrale, strappa dalle onde la bianca schiuma che si sparge nell’aria e inumidisce vestiti e visi, pungente, inarrestabile. Allasco leggermente e poggio sino ad avere il vento a tribordo per poter mantenere la rotta mentre la barca fende sicura le onde cavalcandole, accelerando nel cavo e rallentando mentre risale il muro d’acqua che le si para davanti.(E sotto il maestrale urla e biancheggia il mare.) Dopo alcune ore, il fortunale si placa quasi all’improvviso, il vento si tace, le onde rallentano la loro foga, un silenzio strano circonda la barca. (il racconto continua).
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Sunday, October 23rd 2011 - 07:12:15 PM |
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Una storia di: Barbara |
Ci sono novità. Innanzi tutto Federico è andato negli USA e ci rimarrà almeno tre anni, quindi abbiamo deciso di riprenderci la nostra libertà. E tutto sommato va bene così, perche il rapporto era diventato un po’ “stanco”.
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Thursday, October 20th 2011 - 07:04:06 PM |
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Una storia di: peru |
Sabato pomeriggio
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Thursday, October 20th 2011 - 12:20:06 PM |
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Una storia di: Bien Astado |
Una storia come tante
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Wednesday, October 19th 2011 - 03:38:38 AM |
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Una storia di: Bien Astado |
Il Mio Amico
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Tuesday, October 18th 2011 - 07:16:58 AM |
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Una storia di: LucaBondage |
Dopo i primi stipendi stabili Luca aveva deciso di andare via di casa. Non che non sopportasse più i suoi genitori, ma aveva voglia di autonomia. Quando scoprì che un'amica di un'amica cercava un coinquilino colse la palla al balzo.
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Monday, October 17th 2011 - 07:03:45 PM |
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Una storia di: Dreamer69 |
Che bello l'Autunno!!
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Wednesday, October 12th 2011 - 07:41:09 PM |
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Una storia di: LucaBondage |
E per ultimo il balcone della camera da letto, e quella specie di stanzino che vedete lì è il ripostiglio.
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Tuesday, October 11th 2011 - 07:58:45 PM |
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Una storia di: cristina |
Era sera tardi quando Cristina tornò a casa da lavoro.
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Monday, October 10th 2011 - 07:44:19 AM |
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Una storia di: Simona |
Esperienza più recente.
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Saturday, October 1st 2011 - 12:18:22 AM |
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Una storia di: Simona |
Qualche anno fa.
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Saturday, October 1st 2011 - 12:04:02 AM |
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Una storia di: LucaBondage |
Ludovica aveva proprio bisogno di staccare. Tra la crisi e il ragazzo l'unico suo desiderio era uscire con le amiche e prendersi una sbronza colossale parlando di minchiate. L'ultima volta era toccato a lei essere la guidatrice designata e portare a casa le altre tre, ma questa volta sarebbe stata lei quella che veniva infilata nel letto con i capelli ancora sporchi di vomito.
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Friday, September 30th 2011 - 10:28:03 PM |
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Una storia di: Sandro |
Salve a tutti del dreambook di Miles Hendon. E’ da diverso tempo che vi seguo, che leggo le vostre storie e alla fine mi sono deciso a scrivervi. Mi chiamo Sandro, sono un giovane bamboccione che cerca di laurearsi e che ha sempre avuto un devole per corde e bavagli. Come ho letto x molti di voi ho sempre avuto un debole per i film dove c’erano delle scene di gente legata e con internet ho capito che non era una semplice debolezza ma che era una forma di feticismo chiamata bondage, e non mi sono sentito più solo. Fino a un anno fa però mi ero sempre limitato a un ruolo passivo, leggevo, collezionavo foto e video e basta. Da un anno ho cominciato a legarmi e imbavagliarmi prima e a cercare compagni di gioco. Adesso posso dire di essere diventato un buon bondagetto. Grazie a ebay ho comprato ballgag e manette e grazie a questo dreambook ho trovato dei contatti, ho lasciato perdere la mia timidezza e da un paio di mesi sono sotto addestramento da parte di un legatore esperto gentile e comprensivo. E sono migliorato molto, mi ha anche insegnato come legarmi da solo per bene. Volevo ringraziarvi per quello che avete fatto per me, per avermi aiutato e insegnato. Non ho grandi avventure da scrivere ma solo piccole legature quotidiane, piccole cose, ma se vi fa piacere posso postarle qui.
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Monday, September 26th 2011 - 07:52:13 PM |
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Una storia di: stefano |
Non ho controllato la punteggiatura. qui c'e un temporale e se va via la luce non riuscivo a postare.
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Sunday, September 18th 2011 - 06:57:03 PM |
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Una storia di: Stefano |
Ciao a tutti.
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Sunday, September 18th 2011 - 06:49:31 PM |
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Una storia di: armbinder |
Adoro il caldo, l'estate. Finalmente il caldo. Basta nebbie, umidità, inverno, gelo. Il caldo, sia benedetto, anche nelle giornate afose di agosto. quando l'aria è ferma.
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Wednesday, August 31st 2011 - 08:01:40 PM |
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Una storia di: peru |
Disteso sul letto a pancia in giù, nudo. E legato, naturalmente. Le mani dietro la schiena, fissate anche al busto da diversi giri di corda, i piedi legati e uniti alla corda che blocca le braccia. Sono bendato, ma sento vicinissime le sue gambe aperte, e aspetto solo che mi tolga il bavaglio per potergliela leccare. E infatti poco dopo slaccia la cinghia di cuoio e mi toglie dalla bocca la pallina di gomma. Poi mi preme la testa tra le gambe e io inizio a lavorare con la lingua. Non passano due minuti e suona il citofono, lei corre verso la porta: Un attimo e scendo!
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Wednesday, August 17th 2011 - 02:14:48 PM |
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Una storia di: Barbara |
Ed ecco l’altra avventura che vi voglio raccontare relative sempre a queste ultime vacanze in Istria.
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Monday, August 15th 2011 - 04:18:39 PM |
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Una storia di: Roper |
"Ricatto"
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Monday, August 15th 2011 - 09:55:24 AM |
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Una storia di: Simona |
Ultimo anno di liceo, poco prima della maturità. Avevo 19 anni, è stata la mia prima esperienza bondage.
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Wednesday, August 10th 2011 - 03:51:45 PM |
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Una storia di: Dreamer |
Una notte movimentata
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Thursday, August 4th 2011 - 07:00:28 PM |
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Una storia di: Dreamer |
Una notte Movimentata.
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Sunday, July 31st 2011 - 06:57:12 PM |
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Una storia di: TS |
La punizione (rielaborato)
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Sunday, July 31st 2011 - 02:53:29 PM |
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Una storia di: Dreamer69 |
Una Nottata Movimentata
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Saturday, July 30th 2011 - 06:12:47 PM |
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Una storia di: Tato |
" La Lezione "
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Friday, July 22nd 2011 - 06:36:42 PM |
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Una storia di: Barbara |
Vacanze in Istria.
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Thursday, July 21st 2011 - 04:41:01 PM |
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Una storia di: Blek Macigno |
Il più classico dei compleanni delle scuole elementari.
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Thursday, July 14th 2011 - 11:37:31 AM |
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Una storia di: bondage_spy |
Ciao a tutti.
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Monday, July 11th 2011 - 02:10:33 PM |
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Una storia di: giovanni (2 di 2) |
Inizia così la mia lunga permanenza nelle mani dei miei rapitori che provvedono ogni giorno regolarmente a darmi da mangiare e a portarmi in bagno, quando necessario. Sempre comunque bendato per non riconoscere nessuno. Un giorno, però accade uno spiacevole episodio. Il maniaco che ci aveva già provato una volta ritorna alla carica. Questa volta più convinto e determinato, approfittando di un momento in cui siamo soli nella stanza, essendo stato affidato a lui quel giorno l’incarico di mio carceriere. All’improvviso, di punto in bianco, salta sul letto e si mette a cavalcioni su di me. Poi sicuro e baldanzoso esclama “questa volta signorino non mi scappi, non c’è nessuno in questa stanza a parte me e te, nessuno che possa venire in tuo aiuto”. Un terrore improvviso mi assale, comincio a divincolarmi come un matto urlando più che posso tra il bavaglio in cerca d’aiuto. Ma lui con violenza mi afferra per i capelli, mi tira indietro il capo e mi punta un coltello al collo dicendo “ora farai il bravo e non tenterai di ribellarti, se non vuoi che ti taglio la gola”. Mi blocco di colpo in preda al terrore più nero, singhiozzando un pò mi lascio andare e torno a distendermi buono buono. Il mio corpo trema mentre sento le sue mani scendere lungo i miei fianchi e raggiungere la cintura dei pantaloni. Mi spoglia con prepotenza e abbassandomi i pantaloni comincia a palpeggiarmi il culo cercando di penetrarmi con le dita. Mi irrigidisco tutto e mugolando attraverso il bavaglio cerco di implorare pietà, ma invece di ottenere compassione così facendo lo eccito ancora di più. Ora mi palpeggia da tutte le parti, fino a prendere in mano anche il mio pene. Ormai disperato mi rassegno al peggio e continuo silenziosamente a singhiozzare mentre il maniaco si approfitta di me. Ma quando tutto sembra perduto, sento entrare qualcuno che incazzato come una biscia escalma “ma ti sei rinconglionito un’altra volta! Lo sai che se ti becca il capo sei finito! Questa è merce che scotta e non va rovinata per niente al mondo. Sparisci e vedi di non farti più trovare accanto a lui in mia assenza se non vuoi finire male una volta per tutte”. Cala il silenzio, il maniaco se ne è andato, il nuovo arrivato si avvicina. Io sono ancora in preda al tremore per lo schok di quello che stava per accadere, ma una mano leggera mi tocca le spalle, mi accarezza la testa, e una voce mi dice “stai tranquillo, è tutto finito, non ti accadrà nulla, da adesso in poi mi prenderò cura io di te, non ti preoccupare, rilassati”. Così bendato non vedo nulla, non posso dire chi sia questa persona, come sia fatta, ma avverto da subito un senso di liberazione e di fiducia in questa specie di salvatore travestito da bandito. Mi volto verso di lui, mi accuccio cercando riparo tra le sue braccia immaginandolo nella mia mente come una persona affettuosa. Lui ricambia la mia fiducia e per un pò mi tiene tra le braccia finchè il tremore non è sparito del tutto.
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Wednesday, July 6th 2011 - 07:04:37 PM |
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Una storia di: bondager48 |
TERZA PARTE
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Monday, July 4th 2011 - 04:25:55 PM |
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Una storia di: bondager48 |
SECONDA PARTE
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Monday, July 4th 2011 - 04:24:02 PM |
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Una storia di: Miles Hendon |
Caro Bondager48, la tua testimonianza è molto appassionante e sincera. Sinceramente non pensavo che i post avessero un limite di lunghezza, ti chiederei di postare il seguito quanto prima.
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Saturday, July 2nd 2011 - 09:13:52 PM |
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Una storia di: Errol F. |
Laura era stata senza dubbio un’ottima allieva. I miei polsi, dietro lo schienale, erano comodamente avvinti da nodi che non sarei mai riuscito a disfare da solo. Mi aveva legato anche le caviglie e le gambe all’altezza delle ginocchia, e si accingeva a strizzare il busto, cosa che attendevo con particolare piacere. Di solito mi piaceva essere imbavagliato sin dall’inizio, in modo da prolungare il più possibile il perverso piacere di non potermi esprimere e di non poter guidare il gioco.
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Saturday, July 2nd 2011 - 02:40:52 PM |
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Una storia di: bondager48 |
PRIMA PARTE
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Thursday, June 30th 2011 - 10:03:50 AM |
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Una storia di: giovanni (1 di 2) |
E’ mezzanotte passata, speriamo che i miei stiano già dormendo.
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Wednesday, June 29th 2011 - 06:59:22 PM |
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Una storia di: Giovanni |
Quell’estate la mia famiglia aveva aperto un nuovo punto vendita in un paese della provincia, a circa 40 km da casa nostra. A me, studente universitario del primo anno, venne chiesta la disponibilità per il mese di luglio di stare in negozio, portandomi pure da casa quello che mi serviva per preparare gli esami. Avrei dovuto rispondere ai clienti che chiamavano al telefono o venivano direttamente in ufficio per qualsiasi necessità. In quel periodo non c’era un gran via vai, e inoltre, essendo in montagna, c’era anche un bel freschino. Per cui accettai di buon grado.
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Wednesday, June 29th 2011 - 06:37:01 PM |
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Una storia di: giovanni |
È da un po’ di tempo che non leggo più nella cronaca locale di uomini che vengono rapinati e violentati di sera nel parco vicino a casa mia. Percio’ decido che questa volta al rientro dall’ufficio, anche se ho fatto un po’ tardi, lo posso attraversare a piedi invece di aspettare a lungo alla fermata l’autobus che prendo di solito per arrivare a casa.
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Monday, June 13th 2011 - 12:42:52 AM |
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Una storia di: Simona |
Ciao a tutti, nuovi e vecchi lettori/scrittori di questa pagina. Non capitavo da queste parti da una vita ormai, sarà passato un annetto forse. Scorrendo verso la fine della pagina mi ha fatto piacere ritrovare e rileggere i miei interventi e le risposte di alcuni degli abituè (o ex abituè) del sito di Miles.
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Thursday, June 9th 2011 - 05:20:41 PM |
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Una storia di: Barbara |
Sono stata ferma, immobile, con il cuore che martellava nel petto. Lui si è avvicinato, tranquillo, si è seduto sulla poltrona ed è stato un momento in silenzio, guardando un po’ me e un po’ le corde appoggiate sul divano di fianco a me.
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Thursday, May 26th 2011 - 09:54:57 PM |
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Una storia di: Barbara |
Però qualcosa era cambiato. Intendo dire riguardo al mio vicino di casa. Ero sicura che quella volta che Federico mi aveva lasciata legata alla sedia sul balcone mentre guardava la partita, lui non mi avesse visto. Io ero stata ben attenta a vedere se per caso si fosse affacciato guardando dalla mia parte, e mi pareva che non l’avesse fatto. Però da allora qualcosa era cambiato.
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Wednesday, May 25th 2011 - 06:08:39 PM |
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Una storia di: Miles Hendon |
Cari ragazzi,
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Wednesday, May 18th 2011 - 07:26:49 PM |
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Una storia di: Barbara |
I giochi di bondage mi hanno affascinata fin da piccola. E devo dire che ancora oggi, con il mio compagno Federico, indugiamo spesso cercando tutte le occasioni buone per tirare fuori corde e bavagli che poi normalmente vengono usati su di me.
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Thursday, May 12th 2011 - 11:33:29 AM |
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Una storia di: Max135 |
03
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Thursday, May 5th 2011 - 03:01:04 PM |
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Una storia di: Dominatore Segreto |
Era Sua: questo era un dato di fatto. Ed era anche una perfetta idiota.
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Wednesday, May 4th 2011 - 11:58:28 AM |
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Una storia di: Max135 |
02
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Wednesday, May 4th 2011 - 11:03:46 AM |
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Una storia di: Max135 |
Questo racconto è di pura fantasia
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Tuesday, May 3rd 2011 - 04:11:56 PM |
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Una storia di: Domenico |
Il buio della stanza era appena rotto da una sottile lama di luce che si infilava nell’angolo alto della finestra, illuminando fiocamente l’angolo di quella camera semivuota, al centro della quale sopra un robusto tavolo di legno oramai da due giorni era legato Giulio.
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Sunday, May 1st 2011 - 05:43:50 PM |
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Una storia di: Milena |
Ciao a tutti, questa è la prima storia che scrivo. Non è un granchè, lo ammetto (scusate) ma è una fantasia che ho da molto tempo (di subire, intendiamoci). Mi piace il bondage fin da adolescente (mi legavo in bagno da sola) ma ho preso coscienza di questa realtà da poco. Tuttavia per ora non ho avuto nessuna esperienza in merito.
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Saturday, March 26th 2011 - 06:17:13 PM |
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Una storia di: handgaggedboy |
Pubblico una vecchia storia dell'amico Luca B. che vale la pena rileggere :-)
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Friday, March 25th 2011 - 01:58:35 AM |
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Una storia di: giancattivo |
"Un'altra passata e poi ce ne andiamo".
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Monday, February 21st 2011 - 11:04:51 AM |
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Una storia di: Sandro |
Dopo diverso tempo che leggo questo forum mi sono deciso, vi racconto una mia esperienza personale.
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Tuesday, February 15th 2011 - 09:33:47 PM |
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Una storia di: Scrittore Silenzioso |
Come temevo l’anno nuovo non ha riportato molti clienti indietro con se e così mi ritrovo ad avere diverso tempo a disposizione. Poco male direte voi, io invece non ci sono abituato, ho sempre avuto una vita frenetica e adesso trovarmi coi pomeriggi liberi mi sembra così strano. Sandra invece se la gode beata, legge, guarda la televisione, smanetta col computer. Io non so che fare. Fuori fa freddo e comunque ho già fatto tutti i lavori possibili, ho anche rimesso un po’ in ordine la cascina passando parecchio tempo a riordinare in matasse le tonnellate di corde vecchie che si erano accumulate.
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Friday, February 11th 2011 - 08:48:22 PM |
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Una storia di: giancattivo |
Quel cameriere così carino che la serviva al tavolo ogni sera, Gabry se lo mangiava con gli occhi da quando era arrivata in albergo. Era statolui a portarle la valigia in camera, e subito gli occhi di lei si erano posati su quel bel fisico asciutto ed abbronzato. Quasi quasi avrebbe voluto provarci fin dal primo momento, ma poi la prudenza aveva preso il sopravvento: in fondo, aveva pensato Gabry, c'erano due settimane intere da trascorrere in quell'hotel, l'occasione buona non sarebbe mancata.
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Wednesday, February 9th 2011 - 11:14:07 AM |
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Una storia di: giancattivo |
Laura e Mara stanno per uscire di casa: è il compleanno di Martina, la loro migliore amica, e la serata si preannuncia divertente.
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Monday, January 31st 2011 - 11:12:29 AM |
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Una storia di: Barone |
L'AGENZIA
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Thursday, January 27th 2011 - 10:22:29 AM |
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Una storia di: Ivan |
C'era una volta, tanti secoli fa,una avvenente fanciulla, divenuta da poco donna che abitava con la madre al villaggio e alla quale tutti volevano bene.
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Tuesday, January 18th 2011 - 05:10:41 PM |
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Una storia di: Fratello |
LA SORELLA
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Tuesday, January 18th 2011 - 04:45:01 PM |
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Una storia di: Dreamer69/Emilio Sognatore |
Immagini.
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Thursday, January 13th 2011 - 07:19:27 PM |
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Una storia di: gagher72 |
La Vigilessa
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Friday, January 7th 2011 - 08:36:35 PM |
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Una storia di: Pantokratryx |
La corda zingara
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Wednesday, January 5th 2011 - 05:46:48 PM |
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Una storia di: Scrittore Silenzioso |
Quest’inverno 2010 ha rotto davvero, qui continua a piovere che Dio la manda, sembra quasi non ci sia tregua. Per fortuna qui attorno non abbiamo torrenti o argini da tenere sott’occhio ma comunque, ovunque è un pantano. L’orto e il giardino dell’agriturismo sembrano delle spugne, la terra non riesce più a ricevere la pioggia che continua e quando fa freddo diventa una lastra di ghiaccio su cui la neve si deposita senza tregua.
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Tuesday, January 4th 2011 - 05:44:54 PM |
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Una storia di: Scrittore Silenzioso |
Quest’inverno 2010 ha rotto davvero, qui continua a piovere che Dio la manda, sembra quasi non ci sia tregua. Per fortuna qui attorno non abbiamo torrenti o argini da tenere sott’occhio ma comunque, ovunque è un pantano. L’orto e il giardino dell’agriturismo sembrano delle spugne, la terra non riesce più a ricevere la pioggia che continua e quando fa freddo diventa una lastra di ghiaccio su cui la neve si deposita senza tregua.
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Tuesday, January 4th 2011 - 05:44:08 PM |
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Una storia di: giancattivo |
Sara ha appena finito il lavoro in ufficio. Prima di scendere in garage, decide di andare in bagno per darsi una controllata: così, passando per il lungo corridoio dell'ufficio avrà l'occasione per spegnere le luci rimaste accese nelle varie stanze.
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Tuesday, December 28th 2010 - 11:51:37 AM |
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Una storia di: gagher72 |
La direttrice
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Friday, December 17th 2010 - 11:27:58 AM |
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Una storia di: Pantokratyx |
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Sunday, December 12th 2010 - 04:14:31 PM |
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Una storia di: Lady Patti |
Un appuntamento al buio. La solita amica "maghella", dai, non ti devi preoccupare, vedrai, è simpaticissimo, scherza sempre, ..e così una sera al pc iniziamo a chiacchierare, scambio di numeri di telefono, sms, battutine e non solo, del tipo...appena entri in macchina ti infilo una mano sotto la gonna..collant, reggicalze? Appuntamento al buio, ma a questi punti non troppo. Salgo in macchina, presentazioni, sorriso e...la sua mano sulla mia gamba e il suo visibile compiacimento uguale motel. Subito. Lo specchio sul soffitto e un'infinità di sensazioni liberatorie. Mi prende i seni e mi bacia sul collo, mi giro..sensuale dolce e prepotente..le mani dietro la schiena. Me le tiene con forza, mi mette in ginocchio sul letto e mi bacia attraverso lo slip. La prossima volta ti lego e mi fa vedere come,...avevo il collant in borsetta, mi aveva detto che gli piaceva in uno dei tanti sms, ma non l'ho preso.Avevo un pò di timore. Indossavo una guepière nera con reggicalze e calze nere. Era stupito che avessi fatto questo per lui. MI sbatte letteralmente il suo pene sul viso e sulla bocca, eccitatissimo..giochiamo per un pò, fino in fondo. Io sto da dio, mi sento bene, sono affascinata e curiosa, e incomincia a raccontarsi, la sua predilezione per il bondage, le sue esperienze. Io, novellina con la voglia di scoprire tutto e di più. Ci vediamo una seconda volta, sempre in motel, è intrigante e lo sappiamo tutti e due. Stavolta mi lega su una sedia, mani dietro la schiena e caviglie. Stivali e calze a rete nere, biancheria sexy e provocante, lo eccito, lo so, e mi piace da morire vedere il suo desiderio che sale, ma sento anche il mio eccitamento che aumenta, mi piace, mi sento posseduta e presa, mi sento preda e mi piace. Ma anche lui vuol sentirsi preda e un'altra volta lo lego al letto, mi insegna. E' bravo. Poi ci vediamo anche a casa mia, ho imparato il nodo manetta e gli blocco le mani dietro la schiena, lo bendo e incomincio a stuzzicarlo con corde e collant. Gliene ho fatto indossare uno, gli piace, lo strappo sopra il pene rigido e lo bacio...prendo una sciarpina leggera e incomincio a passarla sotto e sopra e intorno al suo membro quasi legato...lo stringo..piu sù, gli dico, voglio vederti più su, e lui obbedisce, lo fa e la mia eccitazione sale ancora, stavolta lo slego e mi rivolta, mi lega e mi ributta sul letto, e adesso vado a fumarmi una sigaretta, dice, ma mi divincolo, torna indietro e mi prende da dietro con forza, da schiavo a padrone, assoluto. E ancora si racconta e aggiunge particolari su particolari. La biancheria femminile..indossata da lui. Cerco su un sito, mi prende in giro, mi chiede se mi sono fatta una cultura come mistress, non è convinto. Ci siamo rivisti cinque giorni fa..ho portato qualcosa. Per chi? chiede. Per te...e davanti allo specchio del bagno gli faccio indossare un mio reggicalze nero..e poi seduto sul letto calze nere..uno slip mio trasparente..che riesce a malapena a contenere il suo pene già turgido e voglioso...e anche una sottoveste nera, corta con i seni sagomati dentro..lo metto in ginocchio e gli ordino di baciarmi, lo bendo e gli impongo di cercare il mio sesso, mentre glielo strofino contro e poi gli sfuggo. Poi lo butto io sul letto , gli salgo sopra, gli tiro giù la sottoveste sui seni, lo tengo lontano mentre cerca di toccarmi e gli strizzo forte i capezzoli eccitatissimi...Si, sono il tuo schiavo...Accarezza le mie gambe, gli ordino, e il nylon delle mie calze..e delle tue calze. Con un altro collant gli avvolgo il pene durissimo, i miei slip nella sua bocca e sopra una calza come maschera. Gli stringo ancora il membro e glielo bacio con la lingua intorno, piano, e poi lo stringo e gli ordino di far salire ancora il desiderio. Lui obbedisce, inarca la schiena all'indietro..si, sono il tuo schiavo..e lo prendo con forza, sopra di lui, esausta, in un abbraccio fortissimo. La prossima volta guido io il gioco,dice..vediamo, gli rispondo, con un sorriso malizioso. E mi riaccompagna al casello con aria da padrone....Chissà...
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Wednesday, December 8th 2010 - 01:56:49 PM |
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Una storia di: Barone |
UNA BELLA MATTINATA 3
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Thursday, November 25th 2010 - 01:30:48 PM |
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Una storia di: Ancora io |
Il mio io (V)
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Monday, November 22nd 2010 - 12:08:49 AM |
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Una storia di: Scrittore Silenzioso |
E così adesso lavoro da Sandra. Non è male. Mi alzo presto, o meglio Sandra mi sveglia presto e mi slega dal letto, facciamo colazione assieme e prepariamo la colazione per i clienti. Normalmente per le nove l'agriturismo è deserto e io vado a mettere in ordine le stanze, cambiare la biancheria e fare la pulizie intanto che la Sandra va a fare le spese o sbriga la contabilità. Normalmente per le mezzogiorno ho finito. Pranziamo.
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Wednesday, November 17th 2010 - 06:35:04 PM |
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Una storia di: Ancora io |
Il mio io (IV)
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Monday, November 15th 2010 - 11:58:41 PM |
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Una storia di: Sabrina Venusiana |
Ciao a tutti, è tanto che non scrivo ma non ho mai smesso di leggere la pagina dei racconti. Avrei anche tante storie da raccontare, stasera comincio con la più recente, magari nei prossimi giorni ne pubblicherò anche altre. Sono di Pavia ma da un paio d'anni io e il mio compagno viviamo a Trieste. Attendo commenti! grazie!
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Thursday, November 11th 2010 - 09:54:25 PM |
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Una storia di: Pantokratryx |
Restituzione del debito
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Monday, November 8th 2010 - 11:21:04 AM |
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Una storia di: GERONIMOSTOLTON |
Mi sveglio stiracchiandomi e mi capotto giù dal letto con una fatica indicibile, emettendo un lungo grugnito.
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Thursday, November 4th 2010 - 01:18:32 PM |
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Una storia di: Dreamer69/Emilio Sognatore |
Ciao a tutti!
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Wednesday, November 3rd 2010 - 04:00:22 PM |
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Una storia di: Miles Hendon |
Se Dio vuole la pagina dei commenti è stata sistemata.
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Wednesday, November 3rd 2010 - 01:18:29 PM |
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Una storia di: soft.bondager |
Ringrazio Scrittore Silenzioso e Bimbo Cattivo per i contributi gia' ansiosamente sollecitati. Le mie preferenze (senza offesa) vanno ai racconti dell'agriturismo, dove pero' io continuo a sperare che prima o poi Sandra abbia qualche brutta sorpresa :-) ..........
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Saturday, October 30th 2010 - 09:44:17 PM |
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Una storia di: Scano |
Questo periodo sono mancato dal sito per motivi diciamo di tempo. Tra lavoro e spostamenti vari.
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Friday, October 29th 2010 - 09:15:22 PM |
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Una storia di: BIMBOCATTIVO |
Salve a tutti!
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Friday, October 29th 2010 - 11:42:23 AM |
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Una storia di: Scrittore Silenzioso |
La crisi ha colpito forte quest’anno e anche la mia azienda, prima la cassa integrazione poi il rientro con l’orario ridotto. La mia trasferta nel parmense cancellata. Ma Sandra mi mancava e tanto così una sera a casa mentre pensavo al mio futuro sempre più incerto e all’imminente sciopero dell’indomani ho ricevuto una telefonata.
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Thursday, October 28th 2010 - 08:55:25 PM |
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Una storia di: Barone |
non si visualizzano i commenti!!!
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Thursday, October 28th 2010 - 12:27:54 PM |
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Una storia di: BIMBOCATTIVO |
E’ sempre prudente assecondare i pazzi.
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Tuesday, October 26th 2010 - 01:53:11 AM |
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Una storia di: Barone |
LA VILLA CAP I
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Friday, October 22nd 2010 - 04:05:33 PM |
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Una storia di: moonbeam |
scusate se ci ho messo tanto a scrivere la seconda parte della mia storia
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Thursday, October 21st 2010 - 06:21:39 PM |
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Una storia di: Pantokratryx |
LADRA!
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Monday, October 18th 2010 - 08:15:14 PM |
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Una storia di: Miles Hendon |
La pioggia aveva iniziato a cadere pochi minuti prima che raggiungessimo la sua macchina. L’intenzione era di farci un giro per la città e cercare un posto dove mangiare qualcosa, ma come al solito avevamo troppe cose da dirci, e una volta chiusi gli sportelli ci eravamo scambiati un sorriso complice. Eravamo entrambi ammaliati dall’atmosfera che si respirava in quell’abitacolo, mentre le gocce di pioggia scivolavano sul parabrezza. Era buio ormai da due ore, e di lì a poco lei sarebbe ripartita per tornare a casa. Probabilmente non ci saremmo rivisti mai più.
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Monday, October 18th 2010 - 01:58:12 AM |
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Una storia di: Barone racconta |
Altra storia di Barbara pubblicata il 2 ottobre 2005 :
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Thursday, October 14th 2010 - 11:16:27 AM |
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Una storia di: red draco |
PARTE 2
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Thursday, October 14th 2010 - 10:34:49 AM |
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Una storia di: Dreamer69/Emilio |
Ciao a tutti voi!
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Wednesday, October 13th 2010 - 09:17:53 AM |
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Una storia di: Revenge |
Parte II
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Sunday, October 10th 2010 - 07:10:25 PM |
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Una storia di: Scano |
SOCI IN SEQUESTRI - PARTE II
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Saturday, October 9th 2010 - 04:32:54 PM |
< < R A C C O N T A U N A N U O V A S T O R I A > >
Benvenuto in Dreambook, Un servizio gratutito offerto da:
New Dream Network, Dreamhost, e Dreamservers!