... Dreambook ...scripted

Iniziative a Bresso!


Grazie a Dreambook,
New Dream Network, Dreamhost, e Webring!

Lasciateci un messaggio!


Nome: UC Bresso
Indirizzo E-mail: uc.bresso@pdsi.net
Pagina Web: http://www.pdsi.net/1_org/bre/bresso.htm
Benvenuti nel nostro sito!

Ci farebbe molto piacere ricevere commenti sulle
nostre attività.

DS di Bresso
Tuesday, June 30th 1998 - 09:35:00 AM
Nome: Alberto Terruzzi
Indirizzo E-mail: teral@iol.it
Finalmente abbiamo un posto dove ritrovarci. Questa sera,
sono le 22 circa, si è aperto velocemente. Speriamo che ci
siano molti visitatori. Alberto
Friday, July 3rd 1998 - 01:09:00 PM
Nome: Antonio Caso
Indirizzo E-mail: caso@yahoo.com
Pagina Web: http://
Ho letto su Repubblica delle vicende Bressesi.
Speriamo che la magistratura faccia finalmente chiarezza!
Complimenti per il lavoro svolto dai consiglieri
d'opposizione

Wednesday, October 14th 1998 - 02:30:32 PM
Nome: Alberto Terruzzi
Indirizzo E-mail: teral@iol.it
Pagina Web: http://
Per poter vivere a Bresso nei prossimi anni dovremo lottare
molto. Ci hanno lasciato delle macerie; ricostruire sarà
ben duro. Ce la faremo!!
Sunday, November 1st 1998 - 05:36:22 AM
Nome: daniele
Indirizzo E-mail: mannidan@mail.clio.it
Pagina Web: http://
Se non sbaglio la Sinistra non ha mai governato a Bresso,
forse sarebbe ora. Anche se non sono un Bressese io ve l'ho
auguro.
A proposito, complimenti per la scelta del Candidato.
Sunday, November 1st 1998 - 07:40:16 AM
Nome: emilio
Indirizzo E-mail: aquara@iol.it
Pagina Web: http://
Caro Giuseppe,abito a Bresso e una tantum cliente del G.S.
ti domando,nel caso di vittoria intenderai gestire il
comune come il supermecato dove lavori?
N.B.ogni volta che si entra li ci sarebbe da litigare.
Comunque in bocca al lupo!
Emilio Vitale e moglie
Tuesday, November 10th 1998 - 09:08:17 AM
Nome: Giuseppe Manni
Indirizzo E-mail: uc.bresso@pdsi.net
Pagina Web: http://www.pdsi.net/1_org/bre/ammin98
<br>>Caro Giuseppe,abito a Bresso e una tantum cliente del
G.S.
<br>>ti domando,nel caso di vittoria intenderai gestire il
<br>>comune come il supermecato dove lavori?
<br>
<br>NO!
<br>
<br>>Comunque in bocca al lupo!
<br>
<br>Grazie!
<br>
<br>Giuseppe MANNI
<br>
<br>PS: Venitemi a trovare che ne parliamo
Wednesday, November 11th 1998 - 01:21:07 PM
Nome: Teresa Sommario
Indirizzo E-mail: t.sommario@hotmail.com
Pagina Web: http://
Come disse il grande Giulio Cesare...

VENI, VIDI, VICI!!!!

un inboccallupissimo abbraccio, tere
Saturday, November 28th 1998 - 10:58:35 AM
Nome: Alessandra Parazzini
Indirizzo E-mail: aparazzi@tin.it
Pagina Web: http://
Sono le 15:31 e ho appena consultato i risultati parziali delle elezioni. Non posso credere che i cittadini bressesi ripongano ancora la loro fiducia in Forza Italia,
Comunque confido nel ballottaggio. Credo che ci voglia una persona onesta per risollevare le sorti di questa cittadina che sembra destinata a diventare un ammasso di cemento. Per favore, VINCETE!!!
Monday, November 30th 1998 - 06:34:50 AM
Nome: Tonino Barberio
Indirizzo E-mail: Firenze
Pagina Web: http://
GRANDE GIUSEPPE!!!!!! ORA BISOGNA STARE ''ACCUORTI''
L'ESPERIENZA INSEGNA. SALUTONI E IN BOCCA AL LUPO PER IL
BALLOTTAGGIO.
Tuesday, December 1st 1998 - 04:27:39 AM
Nome: Cecilia Siciliani
Indirizzo E-mail: ceci@iol.it
Pagina Web: http://
Dico, MA CHI VE LO FA FARE
di andare a governare e riparare i danni fatti dagli
altri?????????????
Friday, December 4th 1998 - 01:07:25 PM
Nome: Giuseppe Manni
Indirizzo E-mail: uc.bresso@pdsi.net
Pagina Web: http://www.pdsi.net/1_org/bre/ammin98/
<br>><em>Dico, MA CHI VE LO FA FARE di andare a governare
</em>
<br>><em>e riparare i danni fatti
dagli altri?????????????</em>

<br>Cara Cecilia,
<br>&egrave; vero che questo impegno potrà rovinarmi il
sonno, ma non ho voglia di vedere il mio paese svenduto.

<br> Ti aspetto al seggio

<br>Giuseppe Manni
Friday, December 4th 1998 - 01:18:28 PM
Nome: Ezio Lo Russo
Indirizzo E-mail: lorus@enter.it
<br><em><font color="#FF0000">Dico, MA CHI VE LO FA FARE di
andare a governare </em>
</font>
<br><em><font color="#ff0000">e riparare i danni fatti
dagli altri?????????????</font></em>

<br>Cecilia non farti fregare dai soliti comunisti. Ezio

Friday, December 4th 1998 - 01:24:48 PM
Nome: Carletto Alfieri
Indirizzo E-mail: alfio@tin.it
<br><em>Dico, MA CHI VE LO FA FARE di
andare a governare </em>
<br><em>e riparare i danni fatti
dagli altri?????????????</em>

<br>>>Cecilia non farti fregare dai soliti comunisti. Ezio

<br>Invece, FORZA Cecilia che questa volta ce la facciamo!!!

Karletto
Friday, December 4th 1998 - 01:29:17 PM
Nome: Teresa Sommario
Indirizzo E-mail: t.sommario@dada.it
Pagina Web: http://
...ora che i rinforzi sono arrivati...

...vai così, ch'è una figata, perchè una storia così...

ti tengo le dita incrociate, tere
Saturday, December 12th 1998 - 03:31:23 AM
Nome: Teresa Sommario
Indirizzo E-mail: t.sommario@dada.it
Pagina Web: http://
GRANDE GIUSEPPE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

come Cesare "venisti, vidisti e vincisti"

Hai già deciso quale sarà la tua prima mossa?

ANCORA COMPLIMENTI, tere
Sunday, December 13th 1998 - 05:43:50 PM
Nome: Tonino Barberio
Indirizzo E-mail: Firenze
Pagina Web: http://
Eccezionale!!!
Auguroni da parte dei compagni universitari fiorentini e
calabresi.Oggi è un grande giorno anche per noi.Ora l'in
bocca al lupo te lo diamo per il governo della città.Grande
Giuseppe e grandi anche tutti quelli che lo hanno votato.
Monday, December 14th 1998 - 05:46:39 AM
Nome: Giuseppe Manni
Indirizzo E-mail: uc.bresso@pdsi.net
<br>> <em>Eccezionale!!! Auguroni da parte dei compagni
universitari</em>
<br>> <em>fiorentini e calabresi.Oggi &egrave; un grande
giorno anche per</em>
<br>> <em>noi.Ora l'in bocca al lupo te lo diamo per il
governo della</em>
<br>> <em>citt&agrave;.Grande Giuseppe e grandi anche tutti
quelli che lo</em>
<br>> <em>hanno votato.</em>
<br>
<br>>> <em>GRANDE GIUSEPPE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
come Cesare "venisti,</em>
<br>>> <em>vidisti e vincisti" Hai gi&agrave; deciso quale
sar&agrave; la tua</em>
<br>>> <em>prima mossa? ANCORA COMPLIMENTI, tere</em>
<br>
<br>Vi ringrazio tutti, spero di abbracciarvi presto
<br>
<br>Come primo progetto ho quello di ... sparire per
qualche giorno!
<br>
<br>Con affetto
<br>
<br>Giuseppe Manni
Thursday, December 31st 1998 - 06:38:41 AM
Nome: leo bolliger
Indirizzo E-mail: lbollig@tin.it
Pagina Web: http://
rappresento i "Promotori centri storici-urbanistica&marketing"; ci occupiamo di centri integrati di via e di riqualificazione e riposizionamento urbano; possiamo esservi utili ?

cordialmente

leo bolliger
Thursday, February 18th 1999 - 07:52:51 PM
Nome: emilio
Indirizzo E-mail: aquara@iol.it
Pagina Web: http://
Volevo sapere quando ci sarà un ripulisti di Cacche davanti
all'asilo di via Roma .
E' una vergogna ,i bimbi camminano con gli occhi bassi .
Speriamo che le loro scarpe in un futuro prossimo saranno
neno puzzolenti.
Emilio Vitale
Sunday, February 28th 1999 - 11:30:51 AM
Nome: u.d.b.e.b.s.
Indirizzo E-mail: hooch@tin.it
Pagina Web: http://
Cari compagni un saluto dall'unità di base Enrico
Berlinguer di Selvacava (Frosinone).
Thursday, August 26th 1999 - 04:24:46 PM
Nome: marco
Indirizzo E-mail: marcoustasa@libero.it
Pagina Web: http://marcoustasa@libero.it
è INUTILE CHE VI SIETE VERNICIATI,VOI SIETE COMUNISTI E
RIMARRETE TALI PER SEMPRE,MA L'IMPORTANTE è CHE QUESTO
GOVERNO COMUNISTOIDE SI DIMETTA E LASCI IL POSTO A CHI AL
GOVERNO C'ERA ANDATO DEMOCRATICAMENTE,CON I VOTI DEI
CITTADINI!!!
Friday, December 10th 1999 - 10:30:30 PM
Nome: marco
Indirizzo E-mail: marcoustasa@libero.it
Pagina Web: http:\WWW.LIBERO.IT
è INUTILE CHE VI SIETE VERNICIATI,VOI SIETE COMUNISTI E
RIMARRETE TALI PER SEMPRE,MA L'IMPORTANTE è CHE QUESTO
GOVERNO COMUNISTOIDE SI DIMETTA E LASCI IL POSTO A CHI AL
GOVERNO C'ERA ANDATO DEMOCRATICAMENTE,CON I VOTI DEI
CITTADINI!!!
Friday, December 10th 1999 - 10:32:34 PM
Nome: Alberto Terruzzi
Indirizzo E-mail: teral@tiscalinet.it
Pagina Web: http://
Buon Anno e buon lavoro (politico) a tutti noi. Alberto
Friday, December 31st 1999 - 03:48:57 PM
Nome: leganord
Indirizzo E-mail: \\
Pagina Web: http://
Cari compagni di Bresso , auguriamo anche a voi di
continuare a fare politica in una Padania libera
Sunday, January 16th 2000 - 01:43:48 PM
Nome: Pasquale Romano
Indirizzo E-mail: pa.romano@tiscalinet.it
Pagina Web: http://
Ciao a tutti dal compagno navigatore provetto.Pasquale
Saturday, January 29th 2000 - 01:17:54 AM
Nome: Andrea Cano
Indirizzo E-mail: a.cano@altavista.net
Pagina Web: http://start.at/cano
complimenti per il sito, molto interessante e ben
organizzato.
In bocca al lupo e buon lavoro, compagni!
Un compagno di Roma
Saturday, February 5th 2000 - 09:46:23 PM
Nome: Lorenzo Silvagni
Indirizzo E-mail: silvag@libero.it
Pagina Web: http://digilander.iol.it/dsmarignano/ds.html
Cari Compagni, i complimenti per il bel sito, un bravi per
la vittoria elettorale, che ha quel che ho capito (poco
poco...) è stata sorprendente quanto meritata. Un vaacagare
a quel marco idiota che dice che noi comunistoidi abbiamo
cambiato facciata, ma finchè ci sono quei coglioni sappiamo
perchè ci conviene fare politica ed un in bocca al lupo
grande così per le elezioni regionali: se in Lombardia
vince Martinazzoli, siede degli Dei!!
Un compagno romagnolo.
Saturday, March 18th 2000 - 02:13:03 AM
Nome: carlo signori
Indirizzo E-mail: carlo@
Pagina Web: http://
E ADESSO COSA FAREMO ?
Tuesday, April 18th 2000 - 09:26:24 PM
Nome: di donato luca
Indirizzo E-mail: icesrlpe@tin.it
Pagina Web: http://
ciao cacaturi.

La presente per illustrarvi quanto siete presuntuosi e
quanto fate cagare.

Fottetevi in gruppo (L'italia non sara' mai Cuba !)

Byez!
Saturday, April 29th 2000 - 06:42:58 PM
Nome: ---mns---
Indirizzo E-mail: dfksg@libero.it
Pagina Web: http://
W l'ITALIA , W la Liberta' .

Non saremo mai CUBANI o RUSSI ! SIAMO I T A L I A N I !!!

Non Dimenticatelo MAI !


W il tricolore ed i partioti morti x noi !


Non date retta alla TESTA DI CASTRO di FIDEL !

SILVIA BARALDINI 6 una TERRORISTA E MERITAVI LA SEDIA
ELETTRICA !

Torna in US almeno li' non muori di fame ! E vergognati se
ci riesci ankora !


Ciavez!
Wednesday, May 3rd 2000 - 10:53:41 PM
Nome: Politica Online
Indirizzo E-mail: email@politicaonline.com
Pagina Web: http://www.politicaonline.com
Complimenti per il sito: lo abbiamo inserito nel nostro
motore di ricerca (il primo motore di ricerca politico
italiano, disponibile all'indirizzo
http://www.politicaonline.com/ricerca).

Cordiali saluti e buon lavoro.

La redazione di Politica Online,
http://www.politicaonline.com
Saturday, August 19th 2000 - 01:51:04 PM
Nome: unità di base E. Berlinguer di Ferrara
Indirizzo E-mail: ds_berlinguer_fe@libero.it
Pagina Web: http://digilander.iol.it/dsberlinguerfe
Cari compagni,
saremo lieti di confrontarci con voi via e-mail.
il direttivo
Tuesday, February 13th 2001 - 02:45:56 AM
Nome: tanti iscritti
Indirizzo E-mail: cambiareilpartito@tiscalinet.it
Pagina Web: http://

CAMBIARE IL PARTITO, MIGLIORARE LA VITA


Premessa
Questo documento nasce dal lavoro di iscritti e non
iscritti ai Democratici di Sinistra col duplice obiettivo
di fissare quello che crediamo la sinistra debba
assolutamente fare e di poter essere letto da tutti. Per
questo lo abbiamo pensato sintetico e, forse, un po’
spigoloso: ci interessa infatti che altri lo condividano
avendo ben chiari i punti di accordo e di disaccordo. Siamo
ben consapevoli che nella sinistra convivono, oggi un po’
più che nel passato – ma non molto di più, in fondo - tante
idee, tante sensibilità, tante storie diverse. Ecco perché
la scelta di un documento e non di una mozione: fuori da
personalismi o correnti, esso può essere sottoscritto da
chiunque lo condivida, indipendentemente da quale delle tre
mozioni vorrà sottoscrivere o votare. Ci servono 2000 firme
di iscritti per presentare il documento a congresso:
vogliamo farcela.

Il Partito dei Democratici di Sinistra ha perso i sensi.
La vista, perché ha chiuso gli occhi di fronte al
cambiamento; l’udito, perché non ha avvertito i rimproveri
e le critiche di chi gli chiedeva di cambiare; il tatto e
l’olfatto, perché ha smarrito i suoi legami con la società.
Ha perso, infine, anche il gusto: il gusto di fare politica.
Noi vogliamo recuperare i sensi perduti e cercare di
rinnovare il significato del nostro sentirci di sinistra:
contribuire a rendere migliore la vita delle persone.
Ci rivolgiamo e chiediamo aiuto non solo agli iscritti al
nostro partito ma anche a tutti coloro che in questi anni
lo hanno lasciato per fare cose più utili, a coloro che
hanno smesso di “fare politica”, a coloro che l’avrebbero
fatta se avessero ricevuto l’invito a partecipare ad almeno
una riunione. Vi chiediamo di partecipare al nostro
congresso, e quindi vi chiediamo di tornare a iscrivervi, o
di provare a iscrivervi per la prima volta. L’adesione ad
un partito non è una scelta definitiva, e per questo
potete “correre il rischio” di unirvi a noi, almeno fino a
dicembre.
Il nostro partito deve cambiare. Di più: dobbiamo cambiare
tutti, e per questo abbiamo bisogno soprattutto di voi.

Un Partito per la Politica
Giunti al punto più basso del consenso elettorale, del
potere politico e dell’influenza culturale, i Democratici
di Sinistra debbono abbandonare il fardello di un passato
che non hanno saputo né fare passare né superare e debbono
progettare una nuova esistenza.
Il punto di partenza, assolutamente non sacrificabile ad
ignote prospettive “democratiche”, sta ancora una volta nel
prendere sul serio il proprio nome: essere democratici ed
essere di sinistra.
Meglio: diventare democratici, collocarsi a sinistra.
Per fare questo bisogna ripensare il partito, la sua
organizzazione, la sua identità, la sua politica e le sue
alleanze. Questa mozione vuole dare un contributo alla
costruzione di un partito di sinistra, socialdemocratico in
Italia.
Il partito socialdemocratico non è finito e, in Italia, non
è neppure mai nato. Non basta sostenere che i DS sono un
partito ancorato al socialismo europeo: oltre alle parole
servono le politiche.
Un partito socialdemocratico è tale quando è socialista
negli obiettivi e democratico nel funzionamento. Le
esperienze socialdemocratiche non sono affatto superate e,
quand’anche lo fossero, sono state superate dagli stessi
partiti socialdemocratici che hanno saputo andare oltre.
Un conto, però, è rinnovare le politiche economiche e
sociali, un conto è costruire l’organizzazione che
sceglierà quelle politiche. Senza un’organizzazione
rinnovata non può esserci una nuova politica.
I DS sono un partito squilibrato, asfittico, con una vita
interna dominata, alternativamente, dal conformismo e dal
correntismo. Nulla di tutto questo facilita le decisioni
ma, soprattutto, nulla di tutto questo rende il partito
socialista e democratico. Oggi la democrazia interna,
spesso sacrificata al potere di qualche dirigente e della
sua cordata, è altrettanto spesso un rituale terribilmente
noioso che genera frustrazione nella base attiva
allontanando sempre più aderenti, soprattutto giovani, ogni
anno. Il partito deve essere ricostruito partendo da una
felice commistione tra volontari, funzionari, pochi e a
tempo determinato, e gli eletti con i loro comitati
elettorali. In tutto il paese questi comitati sono luoghi
nei quali molti hanno fatto politica durante la campagna
elettorale, nel 2001 e ancor più nel 1996; dove si trovano
cittadini ancora disponibili a continuare. La loro attività
è indispensabile per mantenere i collegamenti tra
l’opposizione parlamentare e l’opposizione sociale.
Immaginiamo un partito strutturato anche per collegi, di
cui i comitati di collegio, fatti di cittadini e militanti,
siano parte essenziale e strumento per rappresentare la
società, stimolare la partecipazione e rivitalizzare
l’azione parlamentare. Ad un’opposizione politica finora in
difficoltà e capace di alcune critiche moralistiche,
peraltro imbarazzanti a causa della loro inadeguatezza,
saremo in grado di sostituire allora la democrazia
partecipativa.
Da qui, pensiamo, riparte qualsiasi ristrutturazione
organizzativa di un partito di sinistra in questa fase
storica.

Abbiamo poi imparato che le correnti organizzate
costituiscono, nei DS come in qualsiasi altro partito,
compresa la vecchia Democrazia Cristiana, la negazione
della democrazia interna. Quando funzionano, e cioè quando
sono collegate a gruppi sociali esterni, le correnti
garantiscono una competizione oligarchica; quando non
funzionano, come nei DS, sono soltanto sterili strumenti di
potere e di spartizione delle cariche. La democrazia
interna non deve servire a tutelare i potenti, ma a
consentire agli iscritti e ai gruppi di sostegno esterni di
contare e di contribuire ai processi decisionali. Per
questi motivi cambiare il Partito richiede anche una
profonda riforma dello Statuto.

Una Politica per il Partito
Un partito è di sinistra quando persegue obiettivi di
miglioramento della qualità complessiva della vita dei
cittadini e, persino, dei non cittadini. Il criterio
fondamentale per stabilire quando un partito è di sinistra
non consiste solo nell’innovazione che, come sappiamo, non
è mai neutrale e non è necessariamente prodotta da un
partito.
Il valore fondamentale per un partito di sinistra consiste,
invece, nel perseguire le riduzione delle disuguaglianze
che qualsiasi mercato, persino il più competitivo, produce
e riproduce; nel garantire l’eguaglianza delle opportunità
e dei punti di partenza; nel sostenere chi, per ragioni
diverse, non possa più partecipare alla legittima e sana
competizione economica e sociale.
L’obiettivo di riduzione delle disuguaglianze si realizza
nella definizione di quali sono gli “spazi” in cui
ricerchiamo l’uguaglianza.

In primo luogo, crediamo che il nostro compito sia
assicurare l’uguaglianza nella libertà. La vecchia
contrapposizione tra libertà e uguaglianza è superata. Non
è l’uguaglianza a limitare la libertà ma, piuttosto, il
problema è garantire una libertà “eguale” per tutti i
cittadini. La libertà di cui parliamo consiste nel
realizzarsi, nel valorizzare i propri talenti e nel
gratificare i propri meriti nella legittima competizione
economica e sociale. Il riconoscimento dell’eccellenza fa
legittimamente parte di una moderna visione di sinistra.
Karl Marx sarebbe sicuramente d’accordo: garantita
l’eguaglianza delle opportunità si dia “a ciascuno secondo
i suoi meriti”. Tre sono i pilastri della “libertà
eguale”:
&#61623; un sistema di istruzione accessibile a tutti in
condizioni di parità,
&#61623; una sanità pubblica che ripristini la libertà negata
dagli accidenti della vita e, infine,
&#61623; un reddito di cittadinanza che assicuri tutti i cittadini
contro le incertezze del mondo del lavoro. Solo così la
flessibilità che il sistema economico richiede può
diventare libertà di scegliere e non ricatto della povertà.

In secondo luogo, crediamo che compito della Sinistra sia
il perseguimento di un’altra eguaglianza: l’equità nella
distribuzione dei benefici che il sistema produce. Né la
capillarità del sistema educativo né la flessibilità del
sistema previdenziale e assistenziale possono essere
definiti soltanto in termini di compatibilità e di criteri
economici. La politica dei redditi, il tanto celebrato
strumento di controllo dell’inflazione, può essere anche il
mezzo attraverso cui la società redistruibisce i
suoi “dividendi”, i dividendi sociali, al lavoro. D'altro
canto, abbiamo il dovere di vivere coi nostri mezzi senza
diventare un peso per le generazioni future. Andare in
pensione a 55 anni o addirittura prima non è un problema
esclusivamente economico per i conti dello Stato: è un
problema di giustizia sociale. Dobbiamo chiarire se questo
sia un diritto estendibile a tutti, generazioni presenti e
future, o sia solo il privilegio di pochi. Ci sono casi
specifici e motivati, lunghe carriere contributive,
professioni logoranti che vanno protette, ma in generale
l’età della pensione deve garantire l’equità sociale: a
lavori uguali devono corrispondere trattamenti comparabili
in tutte le generazioni. I privilegi accordati a poche
categorie sono solo ingiusti.

Per fare le riforme un partito di sinistra argomenta e
persuade con una visione che coniuga gli interessi
generali della società con la giustizia sociale.
Educa, in un dibattito certamente aperto e mai predefinito,
la cittadinanza.
Si espone, con dirigenti che rischiano in prima persona,
alla democrazia deliberativa.
Sa che il partito è soltanto uno degli strumenti della
politica, ma sa anche che non c’è vera politica senza un
partito di Sinistra.
Sa che dove non c’è un partito di Sinistra, la società è
più ingiusta e la distribuzione del reddito e delle
opportunità più squilibrata.
Sa che dove le donne sono subalterne e i bambini sfruttati
non c’è libertà e non potrà esserci né giustizia sociale né
sviluppo economico.
Sa, infine, che il partito non può mai esimersi dal dare la
linea, dal cercare di scrivere l’agenda, dall’aprire spazi
di libertà a cominciare dai temi moderni per eccellenza: la
globalizzazione e la bioetica.

I Gruppi di Riferimento
Proprio perché un partito di sinistra sa di non possedere
da solo la ricetta salvifica di un riformismo duro e puro,
deve confrontarsi con la società tutta e, in particolare,
con i suoi naturali gruppi di riferimento, a cominciare dal
sindacato. Non può esistere un partito di sinistra che non
faccia riferimento al mondo del lavoro, organizzato e non.
Con il mondo del lavoro organizzato il partito avrà una
dialettica intensa e preferenziale. Nessuno fra i DS potrà
mai pensare che criticando la CGIL il partito riuscirà ad
apparire, per questo solo fatto, “moderno” e “trasgressivo”
e così a conquistare i ceti medi. D’altra parte, deve
essere altrettanto chiaro che un partito ridotto a cinghia
di trasmissione del sindacato si condanna ad un ruolo
residuale nella società. Di quel partito né la Sinistra né
il mondo del lavoro hanno bisogno.
Il ruolo del partito è di scrivere l’agenda politica, dopo
avere ascoltato, filtrato e mediato. La discussione avverrà
in via privilegiata con il sindacato al quale si chiederà
di tenere conto delle esigenze di una società giusta per le
generazioni presenti e future. Allo stesso tempo, il
partito definirà i suoi interlocutori sociali ed economici
con i quali dovrà mantenere rapporti frequenti nel corso
del tempo. E potrà farlo perché sarà un partito rinnovato:
aperto, orientato all’esterno, in una parola democratico.
Proprio perché aperto, orientato all’esterno e democratico,
il partito sarà presente in quei luoghi dove esistono e
nascono gruppi che sono interessati alla trasformazione del
sistema socio-economico, che mirano ad una società che
premi l’innovazione, che riducano le disuguaglianze e
rendano la vita più degna di essere vissuta. Questi gruppi
sono molti, non sono predefinibili, non debbono
necessariamente essere cooptati. Con loro un partito di
Sinistra dialoga e interagisce per migliorare
l’elaborazione programmatica e la politica. A loro non
offre favori settoriali e particolaristici, ma
rappresentanza politica complessiva.
Una buona occasione per imprimere una svolta al nostro
agire – recuperando anche temi per troppo tempo accantonati
o affrontati superficialmente – è costituita dal movimento
No-Global, recentemente protagonista (o vittima) della
terribile vicenda genovese. Una composita aggregazione di
cittadini e forze molto differenti si è da poco levata. Due
opposti atteggiamenti si incontrano oggi nel nostro
partito: da una parte, quello di chi ostenta insofferenza
verso una presunta inefficacia del movimento e, dall’altra,
un opportunista tentativo di fare del movimento un semplice
bacino di consenso. Il partito della Sinistra di governo,
impegnato a fare politica seriamente, si deve relazionare
al movimento in maniera coerente: si sforza di comprendere,
dibatte e quindi propone politiche credibili che sappiano
rispondere alla richiesta di giustizia mondiale. Non
possiamo fermarci e sperare nella “globalizzazione dal
volto umano”. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare la
nostra prospettiva per avere il coraggio di mutare le
prospettive del mondo.

Le Istituzioni
Un partito è democratico non soltanto quando al suo interno
opera secondo regole e procedure democratiche, ma anche
quando crea all’esterno le condizioni per una
partecipazione incisiva dei cittadini, singoli e
organizzati, ai processi decisionali, rendendo questi
ultimi il più possibile trasparenti e accessibili. Fra i
peggiori errori dei DS sta quindi il loro atteggiamento nei
confronti della riforma delle istituzioni, prima subita,
poi opportunisticamente accettata e furbescamente
manipolata (gli opportunismi e le manipolazioni degli
altri, alleati e avversari, non costituiscono in ogni modo
nessuna giustificazione accettabile).
Il nostro partito ha assunto nel corso di questi ultimi
anni posizioni e orientamenti diversi, spesso
contraddittori, sicuramente incoerenti. Abbiamo contribuito
a disorientare l’elettorato e a banalizzare una questione
che è invece fondamentale: il modello di governo, la
struttura del parlamento e la legge elettorale non sono
materie specialistiche riservate a un’élite di esperti
costituzionalisti. Il loro funzionamento è il cuore di una
democrazia che soddisfi le esigenze dei cittadini.
Allora, poiché un documento congressuale non è un trattato
di diritto pubblico o di scienza politica, ci limitiamo a
dire che tutte le istituzioni della Francia della Quinta
Repubblica funzionano, se non in maniera esemplare, sempre
meglio delle istituzioni italiane; che rendono praticabile
l’alternanza; che danno più potere agli elettori; che
consentono ai governi di essere tanto efficienti quanto
sappiano esserlo e che, persino nella coabitazione,
combinano stabilità governativa con efficacia decisionale.
Quelle istituzioni, e soltanto quelle, garantiscono
l’esistenza di una sinistra plurale che quando si coalizza
vince e quando si frammenta subisce la giusta sconfitta
elettorale. Tutto il resto, come dimostrano quasi vent’anni
di chiacchiere, è mero opportunismo che porta agli scempi
di un federalismo impossibile e di una devolution che
merita la definizione di “sbragata”.

Il Governo
I partiti socialdemocratici governano oggi tre quarti dei
paesi e della popolazione dell’Unione Europea. Quando non
governano sono partiti che contano. Qualche volta sono
egemoni. I DS non governano a livello nazionale, contano
poco e non sono affatto egemoni, ma non possono neanche
essere ritenuti fatalisticamente “figli di un dio minore”.
Troppo spesso vengono esibiti dai nostri dirigenti, a tutti
i livelli, atteggiamenti di sufficienza insopportabili
anche in un partito egemone, odiosi in un partito medio-
piccolo.
Comunque, l’egemonia a parole non serve più a nessuno.
L’egemonia va riconquistata sul campo con i voti, oltre che
con le idee e la cultura. Preso poi atto che ancora per
molto tempo sarà necessario avere alleati, bisogna indicare
su quale programma i DS li cercheranno e in che modo
andranno prese le decisioni comuni, a cominciare dalle
primarie per la scelta del candidato alla Presidenza del
Consiglio e, nei casi controversi, delle altre cariche
monocratiche.
Questo Ulivo è un prezioso punto di partenza, ma non può
essere il punto di arrivo della trasformazione politica
italiana. La forza dell’Ulivo come coalizione consiste
nella sua capacità di mettere e di tenere insieme culture
diverse, culture che non sono destinate né a fondersi né a
scomparire ma che dovrebbero quantomeno migliorarsi.
La misura del miglioramento si trova nella capacità di
produrre riformismo, inteso come una visione e come un
insieme di politiche. L’Ulivo, quello che ha operato negli
ultimi cinque anni, ha prodotto alcune politiche riformiste
ma nessuna reale visione riformista. Già nel 1996 ci si
presentava agli elettori promettendo un “governo per la
legislatura”. Quattro Governi in cinque anni sono forse il
simbolo più evidente della incompletezza del progetto
originario dell’Ulivo: rimpasti di Governo e ritorno a
vecchi stili partitocratrici sono stati determinanti
nell’allontanare i cittadini dalla coalizione e dai DS in
particolare.
Senza distribuire pregiudizialmente i compiti, tocca anche
ai Democratici di Sinistra impegnarsi a fondo per
rilanciare l’Ulivo, definire le politiche e proporre la
visione di un riformismo contemporaneo. In Italia come
altrove, sono riformiste quelle politiche che garantiscono
il massimo di libertà individuale, una completa protezione
e promozione dei diritti umani e consentono, nello stesso
tempo, una riduzione delle disuguaglianze che incidono
sulle possibilità di realizzare il proprio progetto nella
vita.

Per Cominciare
Quella che stiamo vivendo non è una semplice campagna
congressuale. Se sapremo applicare anche al nostro interno
correttamente e senza opportunismi e manipolazioni i
criteri della libertà, dei diritti e delle eguaglianze
possibili e irrinunciabili, riusciremo a costruire un
programma e un modello di società vicino alle aspirazioni
della maggioranza degli italiani. Il resto verrà fatto da
dirigenti e governanti che con il loro stile politico e con
il loro esempio acquisteranno la fiducia dei cittadini,
perché perseguono e conseguono il potere non per interesse
personale ma per migliorare la qualità della democrazia e
della vita.

Per contattare gli scriventi e sottoscrivere il documento
(se iscritti indicare la sezione, il comune e la
provincia): cambiareilpartito@tiscalinet.it
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